Chi cerca un software per i giri di consegna di solito parte da un elenco di funzioni: import da Excel, app autista, tracking, finestre orarie. Quasi tutti i prodotti della categoria le hanno, e un confronto fatto così finisce sul prezzo. Le differenze che contano stanno altrove. Stanno nel modo in cui ciascuno tratta i vincoli del tuo giro più difficile, nei dati su cui accetta di fare la prova e in quello che sa dirti oltre al giro di domani.
Questa guida è per chi, in un’azienda di distribuzione, in un operatore logistico o in un corriere, deve scegliere uno strumento di pianificazione e vuole arrivare alla demo con le domande giuste. Non dice quale prodotto sia il migliore, perché la risposta cambia da una flotta all’altra; dice come capirlo sulla propria. La scriviamo da fornitori, e per questo in fondo c’è una sezione su dove si colloca Optivo. Le capacità di prodotto citate sono verificate al 19 ottobre 2026.
In breve
- Sotto lo stesso nome si vendono cinque famiglie di strumenti: pianificatori self-service, piattaforme di dispatch on-demand, telematica con un modulo di percorso, suite enterprise e piattaforme con avvio assistito. Risolvono problemi diversi.
- In Italia decidono pochi vincoli: finestre orarie multiple, ZTL con regole diverse in ogni comune, padroncini accanto ai mezzi propri, giri fissi e, dal 1° luglio 2026, i tempi di guida anche per una parte dei furgoni.
- La prova si fa sui propri dati, con la giornata più difficile del mese, e si confronta con il piano che si è fatto davvero su chilometri, mezzi usati, ore e finestre rispettate.
- Un software di pianificazione serve anche a decidere la struttura: quanti mezzi servono, quanto costa servire un cliente, se un giro fisso regge ancora. Lì la risposta vale quando arriva con giri fattibili, non con una media.
- Per l’ordine di grandezza del risparmio la letteratura indica fra il 5 e il 20% dei costi di trasporto. Dove cade una flotta dipende dai suoi vincoli e da quanto è buona la pianificazione di partenza.
Le famiglie di strumenti
Il punto di partenza, per molti, è un foglio Excel e un navigatore. La navigazione trova la strada fra fermate già messe in ordine; non decide quale mezzo serve quale cliente, né in che sequenza. È questo secondo problema, il Vehicle Routing Problem, che i software di ottimizzazione risolvono, ciascuno a modo suo. Capire in quale famiglia sta un prodotto evita metà delle demo inutili.
| Famiglia | Problema che risolve | Come si compra di solito | Cosa verificare in demo |
|---|---|---|---|
| Pianificatori self-service | Giri giornalieri con vincoli standard, come finestre orarie e capacità | Prezzo pubblico per autista o per fermata, prova gratuita, attivazione in autonomia | Se gestisce i vincoli del tuo settore, e chi ti segue se qualcosa non torna |
| Dispatch on-demand | Ordini che arrivano durante la giornata, autisti indipendenti, notifiche al cliente | Abbonamento legato al volume di consegne | Se pianifica giri con molti vincoli o assegna soltanto in tempo reale |
| Telematica con modulo di percorso | Sapere dove sono i mezzi; il percorso è un’aggiunta | Canone per veicolo, spesso con il dispositivo | Se assegna le fermate fra più mezzi o riordina quelle di un mezzo solo, e fino a quante |
| Suite enterprise | Pianificazione operativa, tattica e strategica per reti grandi, anche su più Paesi | Preventivo e progetto di implementazione, spesso con un partner | Tempi, costi e persone dell’avvio, e chi governa le integrazioni |
| Piattaforme con avvio assistito | Giri pianificati con vincoli di settore, avvio fatto insieme al team del fornitore | Preventivo su flotta, moduli e volumi | Quanto dura l’avvio e cosa succede quando un tuo vincolo non c’è |
Optivo sta nell’ultima riga, e ne parliamo alla fine. Le famiglie non sono compartimenti stagni: ci sono pianificatori self-service con vincoli avanzati e suite che vendono anche alle aziende medie. Servono a fare la domanda giusta alla persona giusta.
I vincoli che in Italia decidono
La differenza fra un piano sulla carta e un piano che regge alla prima mattina sta nei vincoli. Alcuni pesano in Italia più che altrove, e sono i primi da mettere alla prova.
- Finestre orarie multiple e rigide. Negozi aperti 8-12 e 15-18, farmacie, ristoranti che ricevono solo prima del servizio, slot di banchina prenotati ai CeDi della GDO. Lo strumento deve accettare più finestre sullo stesso punto e trattare lo slot di banchina come un orario fisso.
- ZTL e centri storici. Ogni comune scrive le sue regole: orari di accesso, permessi legati al singolo mezzo, limiti di dimensione. Chiedi come lo strumento le rappresenta: come zona con i suoi orari, come autorizzazione del mezzo, come limite di taglia sul singolo punto, oppure per niente. Il quadro delle regole che nel 2026 cambiano le consegne in città è in una guida a parte.
- Capacità su più dimensioni. Peso, volume e colli insieme, più gli scomparti a temperatura diversa del food e del farma, che non si scambiano la merce fra loro.
- Più depositi e più uscite. Mezzi che partono da un magazzino e rientrano in un altro, o che tornano a metà giornata per smistare e ripartire.
- Padroncini e vettori. Un costo a consegna o a giornata accanto al costo orario dei mezzi propri, e giri che iniziano o finiscono lontano dal deposito. Se i due costi non stanno nello stesso calcolo, il piano assegna male le fermate, come spieghiamo nell’articolo su come pianificare i giri con i padroncini.
- Tempi di guida. Per le flotte soggette al Regolamento 561/2006, che dal 1° luglio 2026 riguarda anche una parte dei furgoni sopra le 2,5 tonnellate, pause e limiti di guida vanno dentro il piano e non verificati a fine giornata. Chi è soggetto e da quando lo spiega la nostra guida ai tempi di guida e riposo con il Pacchetto Mobilità.
- Giri fissi. Farmaceutico, GDO e food lavorano su giri ricorrenti che si allontanano dall’ottimo man mano che cambiano clienti e volumi. Serve poterli ricalcolare cambiando solo dove conviene, senza stravolgere le abitudini di autisti e clienti.
- Ritiri e consegne abbinati. Resi, vuoti a rendere, merce ritirata al mattino che va riconsegnata nel pomeriggio.
Il modo più rapido per non perdere tempo è scrivere la lista dei propri vincoli prima della demo e chiedere al fornitore di dire, per ciascuno, se è già attivabile o va sviluppato, e con che tempi. Per quelli di Optivo la risposta è già pubblica: con la verifica vincoli di Optivo selezioni i vincoli veri della tua operatività e in due minuti vedi quali sono già gestiti dal motore, senza prenotare una demo.
Per quale flotta
Non esiste uno strumento giusto in assoluto, esiste quello giusto per un certo modo di consegnare. La tabella incrocia le situazioni più comuni con la famiglia da guardare per prima.
| Se la tua situazione è questa | Conta di più | Guarda per prima |
|---|---|---|
| Pochi mezzi, giri semplici, nessuno che possa dedicare tempo all’avvio | Prezzo chiaro e attivazione in autonomia | Pianificatori self-service |
| Consegne che arrivano durante la giornata, con rider o autisti indipendenti | Assegnazione in tempo reale e notifiche al cliente | Dispatch on-demand |
| Hai già una telematica e devi mettere in ordine le fermate di pochi mezzi | Lavorare dentro lo strumento che usi già | Il modulo di percorso della tua telematica, verificandone i limiti |
| Rete grande, più Paesi, un team IT che governa le integrazioni | Profondità di pianificazione e integrazioni con l’ERP | Suite enterprise |
| Decine di mezzi su giri pianificati, vincoli di settore, padroncini, giri fissi | Vincoli e un avvio fatto con chi conosce il problema | Piattaforme con avvio assistito |
Il margine cresce con i mezzi e con le fermate. Sotto le 10-15 consegne al giorno per mezzo lo spazio di miglioramento è più contenuto; sopra, la pianificazione manuale lascia quasi sempre efficienza sul tavolo. Conta anche chi pianifica oggi: se è una persona sola con un file Excel, il primo criterio è che lo strumento accetti quel file così com’è.
Il giro di domani e la struttura della flotta
La maggior parte dei confronti si ferma al piano di ogni giorno. Le domande che valgono di più si pongono più di rado:
- Quanti mezzi servono davvero? Si toglie un mezzo dallo scenario, si ricalcola e si guarda se i giri stanno ancora nelle finestre e nei turni.
- Quanto costa servire un cliente, o aprire una zona? Serve il costo pieno delle fermate, non il costo marginale di aggiungerne una a un giro che parte comunque.
- I giri fissi reggono ancora? Ricalcolati ogni mese con i dati aggiornati, mostrano dove si è perso.
- Cosa offro in una gara o in un contratto? Nelle gare pubbliche i mezzi e i chilometri del piano trasporti diventano prima punteggio e poi obbligo.
Pianificazione operativa, tattica e strategica sono i tre livelli classici della supply chain, e conviene chiedere a ogni fornitore su quali lavora il suo prodotto. Nella distribuzione italiana la domanda pesa: una consegna costa soprattutto tempo. Nel nostro modello del costo di una consegna in farmacia, costruito solo da fonti pubbliche, fra il 49% e il 64% del costo pieno è tempo e non chilometri. Le decisioni che tolgono ore o mezzi pesano più di quelle che limano chilometri.
Il criterio da usare è uno. Lo scenario si costruisce sui tuoi dati e con i tuoi vincoli, e restituisce i giri o solo un totale? Un foglio di calcolo può dire che bastano due mezzi in meno; un motore che rispetta i vincoli lo dice mostrando i giri che si fanno senza, fermata per fermata.
Le domande da fare a un fornitore
- Su quali dati facciamo la prova? I tuoi, di una giornata difficile, e non un dataset dimostrativo. È l’unico modo di vedere i vincoli all’opera.
- Come entrano gli ordini? Con un formato fisso da preparare, o con il file che hai già? Accetta PDF, foto, testo? E cosa succede quando manca un dato?
- Quali dei miei vincoli sono già attivabili e quali vanno sviluppati? Fattelo scrivere, voce per voce, con i tempi.
- Come trattate la ZTL? Zona con orari, autorizzazione del mezzo, limite di taglia sul punto, o niente.
- Assegnate le fermate fra i mezzi o mettete in ordine quelle di un mezzo solo? Fino a quante fermate e quanti mezzi?
- Quanto è vicina all’ottimo la vostra soluzione, e come lo sapete? Esistono istanze pubbliche con la migliore soluzione nota, come quelle di Gehring e Homberger. Chi ha misurato il proprio motore sa dire lo scarto e il tempo di calcolo.
- Posso simulare uno scenario e confrontarlo con il piano di oggi? Un mezzo in meno, un cliente nuovo, una finestra diversa.
- Come si collega al mio gestionale? API documentate, export in Excel o CSV, chi sviluppa cosa. E il software dovrebbe affiancare il gestionale, non chiederti di sostituirlo.
- Cosa fa l’autista? Cosa installa, come accede, quanti passaggi servono per chiudere una consegna, cosa vede quando la rete va e viene.
- Cosa si misura dopo? Il piano viene confrontato con il giro eseguito, o resta un esercizio teorico?
- Come si forma il prezzo? Per autista, per fermata o sui volumi pianificati, cosa succede quando i volumi crescono, e cosa è compreso fra dispositivi, avvio e assistenza.
- Chi segue l’avvio, in quanto tempo, e in che lingua è l’assistenza?
Come fare la prova
- Scegli una o due settimane reali, comprese le giornate peggiori: picchi, assenze, clienti con finestre strette.
- Fissa prima le misure: chilometri, mezzi usati, ore di guida, finestre rispettate e tempo per preparare il piano.
- Confronta con il piano che hai fatto davvero quei giorni, non con un ideale.
- Fai rivedere i giri al tuo pianificatore. Un giro che chi conosce il territorio scarta non vale come risparmio.
- Se puoi, fai eseguire una parte dei giri e confronta il pianificato con l’eseguito.
Per l’ordine di grandezza c’è un riferimento classico. Le applicazioni reali raccolte in Toth e Vigo, SIAM 2002 mostrano che pianificare con procedure computerizzate fa risparmiare in genere fra il 5 e il 20% dei costi di trasporto. Se una promessa sta molto fuori da quella forbice, chiedi su quali dati è stata misurata. Per fare il conto sui propri numeri c’è l’approfondimento sul ROI di un software di ottimizzazione percorsi.
Dove si colloca Optivo
Optivo è una piattaforma italiana e sta nella famiglia delle piattaforme con avvio assistito. Lavora con aziende della distribuzione farmaceutica e alimentare. È costruita per chi consegna su giri pianificati, con vincoli che i casi italiani hanno reso specifici.
- OptivoRoute pianifica i giri su una libreria di vincoli già attivabili: scomparti a temperatura diversa con geometria variabile, ritiri e consegne abbinati, trasbordi fuori dal magazzino, padroncini pagati a consegna accanto ai mezzi propri, giri fissi su calendario settimanale, ZTL come autorizzazione del mezzo. Se un vincolo manca, lo costruiamo con il cliente.
- Gli ordini entrano come arrivano, da Excel, CSV, PDF, foto o testo, caricati o incollati. Se manca un dato il sistema lo cerca nello storico e, se non torna, lo chiede.
- L’autista lavora da un’app nel browser e chiude una consegna in tre tap; la Control Tower segue i giri durante la giornata; OptivoTrack traccia i mezzi con un dispositivo OBD, con il CAN bus o senza hardware, dai dati del costruttore.
- Lo stesso motore serve a simulare le decisioni sulla flotta sui dati e sui vincoli del cliente.
- Sul benchmark pubblico C1_10_1 (1.000 ordini con finestre orarie, dal set di Gehring e Homberger) il motore arriva a 0,04% dalla migliore soluzione nota in 34,5 secondi.
- Non abbiamo un listino pubblico: il preventivo è dimensionato sulla flotta, sui moduli e sui volumi che pianifichi, concordati in partenza. L’avvio può essere immediato per le configurazioni standard e arrivare a qualche settimana con personalizzazioni o formazione, sempre con il nostro team.
Non è pensata per il dispatch istantaneo, come il food delivery o i rider on-demand: lì servono gli strumenti della seconda famiglia.
Domande frequenti
Qual è il miglior software di ottimizzazione dei giri in Italia?
Non ce n’è uno migliore in assoluto. La scelta dipende da quattro cose: se i giri sono pianificati o le consegne arrivano durante la giornata, quanti e quali vincoli ci sono, quanti mezzi e fermate si gestiscono, e se serve solo il giro di domani o anche decidere la struttura della flotta. Il modo più affidabile per scegliere è una prova sui propri dati, con la giornata più difficile del mese.
Quanto costa un software di ottimizzazione dei giri?
I modelli sono tre: un prezzo per autista al mese, un prezzo per fermata o per consegna, oppure un preventivo costruito su flotta, moduli e volumi. Nel confronto conta cosa è compreso (dispositivi di tracking, avvio, assistenza) e cosa succede quando i volumi crescono. Optivo lavora a preventivo, senza listino pubblico.
Quanto tempo serve per partire?
Un pianificatore self-service si attiva in giornata. Con vincoli di settore, integrazioni e formazione degli autisti servono di solito alcune settimane. Il tempo vero dipende da quanto i dati di partenza sono già in ordine e da quanti vincoli vanno configurati.
Serve cambiare gestionale?
No. Un software di pianificazione dovrebbe lavorare accanto al gestionale: riceve gli ordini da un export in Excel o CSV o attraverso le API, e restituisce i giri. Anagrafiche, ciclo dell’ordine e fatturazione restano dove sono.
Google Maps non basta?
Per un mezzo con poche fermate già in ordine sì. Quando bisogna decidere quale mezzo serve quale cliente, in che sequenza e con quali vincoli, il problema è un altro. La differenza è spiegata nella guida pratica per ottimizzare i giri di consegna.
Il passo successivo
Se vuoi fare la prova sui tuoi dati, prenota una demo con la giornata più difficile del mese: la guardiamo insieme, con i tuoi vincoli.
Fonti consultate il 19 ottobre 2026. Toth e Vigo, The Vehicle Routing Problem, SIAM 2002, cap. 1 · Gehring e Homberger, istanze VRPTW da 1.000 clienti, con le migliori soluzioni note · Libreria dei vincoli di OptivoRoute, voci attivabili al 19 ottobre 2026 · Modello del costo di una consegna in farmacia, fonti pubbliche al 10 settembre 2026.