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Blog Logistica

Il piano trasporti nelle gare di ristorazione: cosa vale in punti e cosa diventa obbligo

2026-10-10 Maurizio Piredda — CFO e Co-founder

Nelle gare di ristorazione collettiva il trasporto dei pasti sembra un capitolo secondario dell’offerta, ma può decidere la classifica. Nella gara del 2024 con cui Milano Ristorazione ha affidato a operatori esterni il trasporto dei pasti verso le scuole della città (quattro lotti, 22,2 milioni di euro di basi d’asta in cinque anni), il piano trasporti valeva fino a 25 punti tecnici su 70. Contando anche i mezzi elettrici e i tempi per metterli in strada, 46 punti su 70 dipendevano da mezzi e percorsi.

Quei 25 punti non li assegnava un giudizio della commissione. Li calcolava una formula sulle emissioni che derivano dai chilometri e dai mezzi indicati nel piano. E dopo l’aggiudicazione lo stesso piano diventa un obbligo, con penali per ogni scostamento e una versione aggiornata da presentare entro dieci giorni quando cambiano le utenze da servire.

Questa guida è per chi prepara le offerte tecniche in un operatore logistico, in una cooperativa di trasporto o in un’azienda di ristorazione collettiva. Parte dai documenti di gara e dalle norme, letti in originale il 10 ottobre 2026, e arriva a un metodo per costruire un piano con chilometri e tempi difendibili.

In breve

  • La ristorazione scolastica, ospedaliera e assistenziale e i servizi ad alta intensità di manodopera si aggiudicano solo con l’offerta economicamente più vantaggiosa. Nei servizi ad alta intensità di manodopera il prezzo vale al massimo 30 punti su 100.
  • I criteri ambientali minimi (CAM) della ristorazione premiano i mezzi a basse emissioni e le soluzioni che riducono i viaggi. Non chiedono un calcolo della CO2; a Milano, dove la gara lo prevedeva, lo faceva la stazione appaltante.
  • A Milano il piano si consegnava in un modello Excel, tratta per tratta. Le consegne mancanti costavano punti a scaglioni, e oltre 250 mancanze il punteggio del piano si azzerava.
  • Il piano offerto vincola. A Milano le penali andavano da 200 a 750 euro per ogni inosservanza, la tariffa scendeva se mancavano i mezzi elettrici promessi e le inadempienze ripetute portavano alla risoluzione.
  • Un piano incompleto può costare l’esclusione. Il Consiglio di Stato l’ha confermata a luglio 2026 per un piano dei trasporti che dimenticava tre strutture del capitolato.
  • La prossima gara da seguire è quella di Milano Ristorazione per il deposito e il trasporto delle derrate, prevista dal 2027, con l’obiettivo dichiarato di ridurre del 5% i chilometri.

Cosa valuta la commissione

Tre articoli del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) spiegano perché il trasporto pesa così tanto.

Il primo è l’articolo 108, sul criterio di aggiudicazione. Per la ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica e per i servizi ad alta intensità di manodopera, cioè quelli in cui il costo del personale vale almeno metà dei corrispettivi, si usa solo l’offerta economicamente più vantaggiosa. Nei servizi ad alta intensità di manodopera il punteggio economico non può superare il 30%, quindi almeno 70 punti su 100 si giocano sulla qualità. La gara pasti di Milano, come le gare di acquisto di Milano Ristorazione in generale, assegnava 70 punti all’offerta tecnica e 30 al prezzo.

Il secondo è l’articolo 57. Rende obbligatori i criteri ambientali minimi, almeno nelle specifiche tecniche e nelle clausole del contratto, e chiede di usarli anche per i criteri premianti. Lo stesso articolo impone le clausole sociali per la stabilità del personale, che nella gara di Milano diventavano un progetto di assorbimento del personale del gestore uscente, valutato 14 punti.

Il terzo è l’articolo 130, che per i servizi di ristorazione chiede di premiare, fra l’altro, il rispetto dei criteri ambientali minimi. Il trasporto entra in gara da qui, e da quello che ogni stazione appaltante decide di scrivere nei criteri.

Il caso di Milano: 46 punti su 70 su mezzi e percorsi

Ecco come la gara 15/2024 distribuiva i 70 punti tecnici, secondo l’allegato C con i criteri di valutazione.

CriterioPuntiCosa chiedeva
B.1.1 Elementi del piano trasporti25Numero di mezzi, anagrafica dei veicoli, percorsi in un modello Excel, relazione di 3 pagine
B.1.2 Emergenza distributiva3Procedura in caso di emergenza, in una pagina
B.2 Riduzione dei tempi6Meno dei 365 giorni previsti per avere operativi i mezzi elettrici obbligatori
B.3 Progetto di assorbimento14Applicazione della clausola sociale al personale uscente
B.4 Formazione2Igiene del trasporto di alimenti e guida ecologica
B.5 Etica e impegno sociale8Occupazione femminile nel trasporto
B.6 Mezzi elettrici10Intera flotta elettrica (10 punti dall’avvio, 7 entro un anno, 3 entro due)
B.7 Cargo bike2Studio di fattibilità per le consegne dalle cucine dei nidi
Totale70

Le voci B.1, B.2, B.6 e B.7 riguardano mezzi, percorsi e tempi di elettrificazione: fanno 46 punti. Chi restava sotto i 21 punti tecnici, il 30% del massimo, era escluso.

I 25 punti del piano li assegnava una formula

Il dettaglio che cambia il modo di scrivere l’offerta è come si assegnavano i 25 punti del piano. Milano Ristorazione non chiedeva ai concorrenti di calcolare le emissioni. Le calcolava lei, «per mezzo di uno strumento software i cui modelli siano stati verificati» secondo la norma EN 16258 e il GLEC Framework 2.0, partendo dai mezzi e dai chilometri del piano di ciascuno.

Poi assegnava i punti in due parti. Per la CO2 equivalente dal pozzo alla ruota (WtW) andavano fino a 15 punti, in proporzione inversa rispetto all’offerta migliore. Un’offerta che emetteva il 20% in più della migliore prendeva 12,5 punti, una che emetteva il 50% in più ne prendeva 10. Per il particolato (PMx) andavano fino a 10 punti, su una scala lineare fra la migliore e la peggiore offerta. La migliore prendeva 10, la peggiore zero, chi stava a metà strada 5.

Ne seguono tre conseguenze pratiche.

  1. Ogni chilometro entra nel punteggio, moltiplicato per il fattore di emissione del mezzo che lo percorre. Un giro più corto e un furgone elettrico al posto di uno termico spostano punti nello stesso modo.
  2. La completezza vale quanto la qualità. Il modello Excel doveva contenere ogni combinazione di destinazione e servizio degli elenchi utenze. Da 1 a 10 mancanze si perdeva un punto, da 11 a 50 se ne perdevano tre, da 51 a 150 dieci, da 151 a 250 venti, oltre 250 tutti e 25.
  3. I dati mancanti si pagano con il caso peggiore. Se l’anagrafica dei veicoli era incompleta o non coincideva con la relazione, il calcolo usava i fattori del mezzo più inquinante ammesso dal capitolato, per esempio un furgone diesel Euro 6 standard.

Sul particolato la scala è relativa: rispettare i requisiti non basta, perché l’offerta peggiore prende comunque zero.

Cosa premiano i criteri ambientali minimi

Fuori da Milano il riferimento comune sono i CAM della ristorazione collettiva (DM 10 marzo 2020, n. 65), ancora in vigore. Il decreto mette espressamente fra le attività del servizio «il trasporto e la somministrazione dei pasti». Per la ristorazione scolastica il criterio premiante C.b.2 si intitola «Attuazione di soluzioni per diminuire gli impatti ambientali della logistica» e dà punti cumulabili per due cose. La prima è l’impegno a usare per la veicolazione dei pasti mezzi a minori emissioni e consumi: elettrici, ibridi, a idrogeno, a biocarburanti, a metano o a GPL. La seconda sono le soluzioni collettive di deposito e trasporto, come il magazzino comune o i viaggi a pieno carico, che riducono i viaggi dai fornitori al centro cottura e dal centro cottura alle mense. Lo stesso criterio vale per le mense di uffici, università e caserme e per la ristorazione ospedaliera e assistenziale.

Per i mezzi basta una dichiarazione con l’elenco dei veicoli (costruttore, modello, categoria, alimentazione, classe ambientale e targa, se già disponibile). Per le soluzioni collettive serve l’adesione a un sistema centralizzato di deposito e trasporto, o un deposito di proprietà. Il decreto chiede di dare ai criteri premianti «una significativa quota del punteggio tecnico complessivo». Non chiede calcoli di CO2, non parla di percorsi e non dice come misurare la riduzione dei viaggi. Un piano che mette a confronto chilometri e viaggi, prima e dopo, dà alla commissione un numero da valutare. L’ottimizzazione dei giri diventa un criterio quando la stazione appaltante la scrive nella gara, come ha fatto Milano.

Una circolare del Ministero dell’Ambiente del 25 settembre 2025 ha poi ricordato alle stazioni appaltanti che le basi d’asta devono coprire i costi dei CAM, compresi i criteri premianti, e quelli del contratto collettivo. Fra quei costi ci sono anche i mezzi a basse emissioni.

Le gare che abbiamo letto

Milano non è un caso isolato, ma è il caso estremo. Abbiamo letto i documenti, o le sentenze, di altre gare di ristorazione scolastica, ospedaliera e assistenziale pubblicate fra il 2023 e il 2026: il peso del trasporto cambia moltissimo, i vincoli di tempo e le penali molto meno.

Stazione appaltante, annoOggettoPunti tecniciPunti legati al trasportoCosa premia o imponeFonte
Milano Ristorazione, 2024Trasporto pasti, 4 lotti70 (prezzo 30)46 (piano 25, emergenze 3, tempi degli elettrici 6, flotta elettrica 10, cargo bike 2)Emissioni calcolate dalla stazione appaltante su chilometri e mezzi del pianoCriteri
Comune di Padova, 2025Ristorazione scolastica e pasti a domicilio75 (prezzo 25)18Quota di mezzi a basso impatto, a fasce (oltre l’80% vale 9 punti per ciascuno dei due servizi)Disciplinare
Comune di Firenze, 2023Gestione dei centri cottura comunali, 3 lotti100 (prezzo fisso)11 (piano 7, tempo medio di percorrenza 4)Consegna entro 40 minuti dalla partenza e 20 minuti prima del pastoDisciplinare
Comune di Prato, 2024Refezione scolastica, 3 lotti90 (prezzo 10)6 (piano 3, trasporti primari 3)Localizzazione in tempo reale premiata in gara, poi 600 euro di penale ogni volta che non si può usareGara
Comune di Arona, 2025Ristorazione scolasticaNon verificatiPiano dentro il criterio C1, da 0 a 12 puntiPiano dei trasporti richiesto a pena di esclusioneConsiglio di Stato
Roma Capitale, 2026Ristorazione scolastica, 15 lotti100 (prezzo senza punti)0Piano da presentare dopo l’avvio, al massimo 15 minuti di percorrenzaGara
ASL Napoli 1 Centro, 2025Ristorazione dei degenti80 (prezzo 20)4Tempi medi di percorrenza dal centro cottura, stimati con Google MapsGara
ASP Città di Bologna, 2024Pasti veicolati per anziani e centri di accoglienza80 (prezzo 20)20 (tempi di consegna 7, percorsi e fasce orarie 3, temperature 3, contenitori 5, mezzi e CAM 2)Percorso dei mezzi e fasce orarie valutati dalla commissioneDisciplinare
Società della Salute pratese, 2024Pasti a domicilio a Prato e Montemurlo8024 (organizzazione delle consegne 6, numero di mezzi 6, distanza del centro cottura 4, registrazione telematica 8)Ogni furgone in più vale 0,75 puntiCriteri

Dalla tabella escono tre cose. La prima è che il peso del trasporto non dipende solo da quanti pasti viaggiano. A Roma circa il 90% delle scuole ha la cucina interna e il trasporto non prende punti; a Prato quasi tutti i pasti partono dal centro cottura del fornitore, eppure il piano vale 6 punti su 90. Dove non prende punti, il trasporto resta un vincolo di esecuzione, con tempi e penali.

La seconda è che, fuori da Milano, i chilometri non si premiano. Si premiano il tipo di mezzi, contati per alimentazione, la vicinanza del centro cottura e i tempi di percorrenza stimati con Google Maps. Per i pasti a domicilio della Società della Salute pratese ogni furgone in più vale 0,75 punti, l’opposto di quello che premia Milano. Nei documenti che abbiamo letto, solo Milano calcola le emissioni dai chilometri del piano e cita EN 16258 e GLEC.

La terza è che i tempi sono stretti ovunque e diventano penali: 15 minuti di percorrenza a Roma, 40 minuti dalla partenza a Firenze, finestre di 15-20 minuti per tipo di scuola a Prato, un quarto d’ora per consegna a Milano.

I dati di partenza: cosa pubblica la stazione appaltante

Un piano trasporti si costruisce sui dati che la gara stessa mette a disposizione. A Milano, per ogni lotto, l’elenco delle utenze e degli orari di consumo indicava per ogni punto di consegna il centro cucina di partenza, l’eventuale punto di ritiro intermedio, l’indirizzo, il tipo di utenza (nido, infanzia, primaria, secondaria e altre), il turno, l’orario di ritiro del pasto in cucina, l’orario di consumo, il numero di pasti e i mezzi elettrici previsti. Una riga tipica dice, per esempio, 470 pasti ritirati alle 10:30 per un consumo alle 12:15.

Dentro questi dati ci sono vincoli stretti. Il capitolato chiedeva di consegnare il pasto almeno 15 minuti prima dell’orario di consumo. Il contratto di servizio fra il Comune di Milano e Milano Ristorazione aggiunge un limite che vale per Milano Ristorazione, e quindi per chi trasporta per lei. Fra la consegna e la somministrazione non devono passare più di 30 minuti. Messi insieme, ogni consegna ha una finestra di un quarto d’ora.

A questo si aggiungono:

  • il giro di 5 ore per mezzo e autista, con la variante del giro complesso che prevede un secondo addetto al carico e scarico;
  • la frutta da consegnare entro le 9:30 nelle primarie che aderiscono al progetto di metà mattina;
  • il ritiro ogni giorno dei contenitori termici vuoti;
  • un numero minimo di mezzi per lotto, 124 furgoni in tutto, di cui 15 elettrici;
  • furgoni da 10-11,5 metri cubi senza coibentazione, con i pasti nei contenitori isotermici, e mezzi frigoriferi per i pasti refrigerati;
  • mezzi che possano circolare in Area B e Area C fino al 30 settembre 2030.

Poi ci sono i vincoli sanitari. Il trasporto deve rispettare il regolamento europeo sull’igiene degli alimenti (Reg. CE 852/2004, allegato II, capitolo IV). Le linee di indirizzo nazionali del Ministero della Salute non fissano un tempo massimo. Quelle per la ristorazione scolastica del 2010 chiedono che il piano di trasporto dei pasti «elaborato dal gestore del servizio» sia rispettato e che ogni trasporto riduca «al minimo i tempi di percorrenza»; quelle del 2021 mettono i tempi di percorrenza dalla cucina alla distribuzione fra i parametri da monitorare. I numeri li aggiunge ogni capitolato. A Prato i pasti caldi devono partire dal centro cottura ad almeno 65 gradi e arrivare al consumo ad almeno 60. A Firenze fra la produzione e il consumo non devono passare più di due ore. A Roma dalla cottura dei primi piatti alla distribuzione non devono passare più di 30 minuti. Il piano deve dimostrare di stare dentro questi limiti per ogni consegna, non in media.

Come si costruisce un piano difendibile

Il metodo che segue vale per qualunque gara di trasporto pasti o derrate. I riferimenti a Milano servono a renderlo concreto.

  1. Ricostruisci la rete com’è nei documenti. Ogni punto di consegna con le sue coordinate, ogni centro cucina, ogni servizio (pasti, pane e frutta, ritiro dei contenitori, pasti refrigerati) e ogni turno. Usa la codifica dei punti degli elenchi utenze, perché è quella che il modello di gara chiede.
  2. Traduci i vincoli in regole che un calcolo possa rispettare. Le finestre orarie di ogni consegna, i tempi di sosta per scaricare e portare i contenitori in refettorio, la capacità dei furgoni misurata in contenitori, la durata massima del giro, l’autonomia e la ricarica dei mezzi elettrici, i punti di ritiro intermedi.
  3. Stima chilometri e tempi con un metodo dichiarato. Se il capitolato indica uno strumento, usa quello. Nella gara del 2026 per la ristorazione scolastica di Frattaminore, per esempio, la stazione appaltante ha chiarito che i tempi di percorrenza si stimano con ViaMichelin, in un giorno feriale e nella fascia oraria del servizio.
  4. Confronta più scenari prima di decidere. Il minimo di mezzi e uno o due in più, la quota elettrica dall’avvio o entro uno o due anni, giri ordinari e complessi. Per ciascuno servono chilometri, tempi, emissioni stimate e costo. A Milano il corrispettivo era un prezzo per automezzo al giorno: il numero di mezzi pesava insieme sul punteggio e sul conto economico del contratto.
  5. Compila il modello senza buchi. Prima di caricare l’offerta conta le combinazioni di destinazione e servizio del piano e confrontale con quelle degli elenchi utenze, che devono coincidere. Controlla che ogni mezzo dei percorsi sia nell’anagrafica e che la relazione e il foglio Excel riportino gli stessi numeri.
  6. Scrivi la relazione per chi deve rifare i conti. Tre pagine bastano se dicono come sono stati stimati tempi e chilometri, quali scenari sono stati confrontati, perché si è scelto quello offerto e cosa succede in caso di emergenza.
  7. Pensa già all’esecuzione. Il piano offerto sarà il riferimento per controlli e penali per tutta la durata del contratto, e ogni variazione di utenze o orari andrà riproposta in pochi giorni. Un piano che regge solo sulla carta diventa un costo.

È il lavoro descritto nella guida su come ottimizzare i giri di consegna, con una differenza: in gara il confronto fra scenari si fa prima di sapere se il contratto sarà tuo.

Un esempio con i numeri pubblici

Per la gara delle derrate Milano Ristorazione ha messo per iscritto un obiettivo nella rendicontazione di sostenibilità 2025 (pagine 64 e 65). Vuole ridurre del 5% la distanza percorsa dal nuovo polo logistico ai centri cucina entro il 31 dicembre 2027. Nel 2025 quella distanza era stimata in 248.642 chilometri, quindi il 5% vale 12.432 chilometri all’anno.

Non sappiamo ancora come sarà scritta la gara. Sappiamo però che i chilometri del nuovo contratto saranno il numero con cui Milano Ristorazione misurerà quell’obiettivo: i dati effettivi, scrive, saranno disponibili «a partire dall’avvio della nuova gara». Un’offerta che arriva con i chilometri stimati dal nuovo polo, scenario per scenario, parla la stessa lingua del committente.

Lo stesso documento dà un secondo numero utile. Nel 2025 i mezzi elettrici erano il 54,84% della flotta che porta i pasti, contro lo zero del 2024, con l’obiettivo dell’80% nel 2026 e del 100% nel 2030. Il capitolato del 2024 ne chiedeva almeno 15 su 124, cioè il 12%. In gara il minimo è una soglia, non un obiettivo.

Dopo l’aggiudicazione il piano diventa contratto

Il capitolato di Milano lo dice in modo esplicito: i controlli riguardano anche «l’osservanza degli impegni assunti con la presentazione dell’Offerta tecnica». Le penali previste erano queste:

  • da 200 a 750 euro per l’inosservanza del piano trasporti offerto o per il mancato invio del piano aggiornato;
  • da 200 a 600 euro per gli altri impegni dell’offerta tecnica;
  • da 50 a 500 euro per i tempi non rispettati;
  • risoluzione del contratto se le penali superano il 10% del suo valore, o per inadempienze ripetute sugli impegni dell’offerta tecnica.

I mezzi elettrici avevano regole proprie. Se quelli in più promessi in offerta non arrivavano nei tempi, la tariffa scendeva di un importo pari al loro ammortamento, come dichiarato nell’offerta economica. Se non si rispettava il termine ridotto offerto per gli elettrici obbligatori, il contratto si poteva risolvere.

Per i ritardi in generale, l’articolo 126 del Codice fissa penali giornaliere fra lo 0,5 e l’1,5 per mille dell’importo netto del contratto, con un tetto complessivo del 10%. E c’è un principio che vale prima ancora della firma. Se un elemento premiato con punti decisivi, come un tempo di consegna dei mezzi, si rivela non vero, non basta pagare la penale: cade l’affidabilità dell’offerta. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza 3739 del 2024, in una gara per la fornitura di veicoli.

Il piano poi va tenuto vivo per anni. A Milano l’appaltatore doveva:

  • installare su ogni mezzo un geolocalizzatore che registri ogni giorno percorsi, tempi e chilometri;
  • dare alla stazione appaltante l’accesso alla piattaforma di monitoraggio;
  • inviare ogni mese un report con i mezzi impiegati ogni giorno e i chilometri giornalieri e mensili;
  • compilare il documento di trasporto digitale sui dispositivi della stazione appaltante, firmato dall’autista alla partenza e da chi riceve alla consegna;
  • presentare un piano aggiornato entro 10 giorni da ogni nuovo elenco utenze, per l’approvazione.

In pratica la stazione appaltante può confrontare ogni giorno il piano offerto con quello eseguito.

Mezzi, noleggio e vettori terzi

A Milano i mezzi andavano indicati nell’offerta con un documento che ne provasse la disponibilità per tutta la durata dell’appalto: certificato di proprietà, contratto o atto equivalente. Per i mezzi elettrici offerti in più valevano anche una proposta accettata o un impegno all’acquisto. Un noleggio a lungo termine è un contratto che può dare quella prova, se copre tutta la durata.

Affidare giri a un vettore terzo che lavora con mezzi propri e a proprio rischio è invece subappalto, secondo la definizione dell’articolo 119. Va dichiarato in offerta, altrimenti dopo è vietato, e nei servizi ad alta intensità di manodopera non si può affidare a terzi né l’intera esecuzione né la sua parte prevalente. A Milano il subappalto non autorizzato era causa di risoluzione. Se lavori già con padroncini e flotta mista, il piano di gara deve dire chiaramente chi guida cosa.

Come si finanzia quello che la gara premia

Le gare che abbiamo letto premiano i mezzi a basse emissioni e chiedono tracciamento e pianificazione. Al 10 ottobre 2026 gli strumenti per finanziarli sono questi.

  • Furgoni N1 e N2. Il contributo nazionale per le PMI del trasporto merci prevede, per gli acquisti del 2027, 24 milioni più 16 riservati a elettrico e idrogeno, ma il decreto che apre le prenotazioni non c’è ancora. Nel 2026 lo sportello si è esaurito in poche ore. Il quadro aggiornato è nella guida agli incentivi per i veicoli commerciali.
  • Bandi regionali. In Lombardia il bando Rinnova Veicoli riapre il 2 marzo 2027 con 970.000 euro: fino a 8.000 euro per un furgone N1 elettrico e fino a 2.500 euro per una e-cargo bike, con rottamazione e al massimo quattro veicoli per impresa. Le altre regioni sono nella guida ai bandi regionali.
  • Nuova Sabatini. È aperta, e un furgone N1 elettrico, ibrido o a idrogeno rientra fra gli investimenti green, che hanno un contributo maggiorato. Non copre però la semplice sostituzione di un mezzo con uno equivalente, e copre il software solo se è capitalizzato, non in abbonamento. I dettagli sono nella guida alla Nuova Sabatini per i veicoli commerciali.
  • Iperammortamento. Per software e hardware acquistati, capitalizzati e interconnessi vale per gli investimenti completati entro il 30 settembre 2028, con una perizia. Vedi iperammortamento 2026 e software 4.0.

Il problema vero è il calendario. Una gara chiede i mezzi elettrici entro un termine fisso (a Milano 365 giorni, meno se lo offri per prendere punti), mentre gli incentivi aprono a sportello e possono esaurirsi in poche ore. L’offerta economica va costruita senza contarci: a Milano il disciplinare chiedeva di indicare i costi per i mezzi elettrici aggiuntivi, e se poi i mezzi non arrivano la tariffa scende. Come si sommano le diverse misure lo spieghiamo nella guida al cumulo degli incentivi e al de minimis. Prima di impegnarti in offerta, verifica il quadro con il commercialista.

Errori che costano punti, o la gara

  • Indicare meno mezzi del minimo previsto negli allegati di gara.
  • Dimenticare una consegna o un servizio nel piano. A Milano costava punti; ad Arona, in una gara di ristorazione scolastica, ha portato all’esclusione dell’aggiudicataria, confermata dal Consiglio di Stato con la sentenza 6148 del 2026. Il piano ometteva un centro diurno, un appartamento e una struttura educativa che il capitolato elencava, e non è servito osservare che erano vicini al centro cottura.
  • Lasciare incompleta l’anagrafica dei veicoli, o farla diversa dalla relazione, con il risultato che il calcolo usa il mezzo peggiore.
  • Promettere orari che non stanno nelle finestre di consegna o giri più lunghi del massimo.
  • Promettere mezzi elettrici in tempi che i fornitori non garantiscono.
  • Presentare relazione, modello Excel e anagrafica con numeri diversi.
  • Stimare tempi e chilometri con un metodo che non si dichiara e che la commissione non può ricalcolare.
  • Costruire un piano che non si può aggiornare in pochi giorni quando cambiano le utenze.

La gara delle derrate del 2027 a Milano

Il contratto in corso per il deposito e il trasporto delle derrate di Milano Ristorazione è stato firmato il 21 giugno 2023 per 10,5 milioni di euro, dopo una gara a cui era arrivata una sola offerta. Il 10 ottobre 2025 Milano Ristorazione ha pubblicato l’avviso per un consulente che prepari la nuova gara. L’incarico comprendeva la supervisione del capitolato (indicatori, livelli di servizio, penali), il piano tariffario per la base d’asta e i criteri e i pesi dell’offerta tecnica, con aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa.

Il nuovo polo logistico nasce nel comprensorio dei mercati all’ingrosso gestito da SOGEMI, e da lì partiranno le derrate verso i centri cucina. La rendicontazione di sostenibilità indica l’avvio della nuova gara come «previsto dal 2027» e fissa l’obiettivo del 5% di chilometri in meno. Nello stesso documento Milano Ristorazione si è data l’obiettivo di monitorare chilogrammi trasportati, chilometri percorsi e caratteristiche dei mezzi nella metà dei contratti sopra i 500.000 euro in scadenza ogni anno, a regime entro il 2028. Al 10 ottobre 2026 il bando non è ancora pubblicato sulla pagina appalti.

Chi vuole partecipare ha quindi qualche mese per prepararsi: ricostruire i flussi dal nuovo polo, stimare chilometri e tempi in più scenari, decidere che quota di mezzi elettrici può garantire e con quali tempi.

Come lavoriamo sulla parte trasporti dei bandi

Optivo assiste le aziende nella parte trasporti dei bandi, come servizio a sé, dalla lettura del bando fino alla rendicontazione:

  • la lettura del capitolato e dei criteri, per capire dove sono i punti e cosa diventerà obbligo;
  • il piano dei giri sull’elenco utenze della gara, costruito con OptivoRoute, e il confronto fra scenari con più o meno mezzi, quote elettriche diverse, chilometri e tempi;
  • i materiali per l’offerta, cioè l’export in Excel o CSV da portare nel modello di gara e i numeri per la relazione (la corrispondenza dei campi si verifica sul singolo bando);
  • la scrittura della parte trasporti dell’offerta tecnica e l’accompagnamento fino alla presentazione;
  • dopo l’aggiudicazione, gli aggiornamenti del piano quando cambiano utenze e orari e il tracciamento dei mezzi con OptivoTrack;
  • la rendicontazione, sia quella chiesta dal committente sia le domande e i rendiconti degli incentivi sui mezzi.

In gare come quella di Milano le emissioni le calcola la stazione appaltante. Quello che serve dall’offerente sono chilometri, tempi e mezzi corretti e coerenti, ed è su questo che lavoriamo. Accesso del committente alla piattaforma e formato dei report si verificano sul singolo contratto. Per vedere quali vincoli sono già attivabili nel motore di pianificazione c’è la libreria dei vincoli.

Domande frequenti

Il piano trasporti offerto in gara è vincolante?

Sì. Il piano offerto entra nel contratto e diventa il riferimento per i controlli. A Milano l’inosservanza del piano trasporti costava da 200 a 750 euro per ogni episodio, gli altri impegni dell’offerta tecnica da 200 a 600 euro, e le inadempienze ripetute portavano alla risoluzione. Se un elemento premiato in modo decisivo si rivela non vero prima del contratto, il Consiglio di Stato ritiene che sia l’offerta a diventare inaffidabile, non solo che scatti una penale.

Chi calcola le emissioni nelle gare di trasporto pasti?

Dipende dalla gara. A Milano le calcolava la stazione appaltante con un software verificato secondo EN 16258 e GLEC Framework 2.0, partendo dai mezzi e dai chilometri del piano di ciascun concorrente. I criteri ambientali minimi della ristorazione non chiedono alcun calcolo di CO2: premiano i mezzi a basse emissioni e la riduzione dei viaggi.

Serve un software certificato GLEC per partecipare?

Nelle gare che abbiamo letto no. Dove la stazione appaltante calcola le emissioni, all’offerente servono dati completi e coerenti su mezzi e chilometri. I riferimenti citati nelle gare vanno letti con la loro data: la EN 16258 è stata ritirata e sostituita dalla EN ISO 14083 nel maggio 2023, e il GLEC Framework è arrivato alla versione 3.2 nell’ottobre 2025.

Posso usare furgoni a noleggio?

Sì, se il contratto di noleggio dimostra la disponibilità dei mezzi per tutta la durata dell’appalto. A Milano la prova andava allegata all’offerta tecnica: certificato di proprietà, contratto o atto equivalente.

Posso affidare dei giri a padroncini o a vettori terzi?

Solo come subappalto, quindi dichiarandolo in offerta e nei limiti di legge. Chi lavora con mezzi propri e a proprio rischio è un subappaltatore, e nei servizi ad alta intensità di manodopera non gli si può affidare né l’intera esecuzione né la sua parte prevalente.

Cosa succede se nel piano manca una consegna?

Dipende da come è scritta la gara. A Milano il modello Excel incompleto toglieva punti a scaglioni, fino ad azzerare i 25 punti del piano oltre 250 mancanze. Ad Arona, dove il disciplinare chiedeva il piano dei trasporti a pena di esclusione, l’omissione di tre strutture ha reso l’offerta inammissibile.

Quanto tempo può passare fra la consegna e il pasto?

Ogni capitolato fissa i suoi limiti, e il piano deve rispettarli consegna per consegna. A Milano il pasto arriva almeno 15 minuti prima del consumo e non più di 30 minuti prima della somministrazione. A Firenze la consegna avviene 20 minuti prima del pasto ed entro 40 minuti dalla partenza, con al massimo due ore fra produzione e consumo. A Roma dalla cottura dei primi piatti alla distribuzione non passano più di 30 minuti. Il documento di trasporto con gli orari di partenza e di arrivo è la prova che la stazione appaltante controlla.

Come si stimano tempi e chilometri in modo difendibile?

Con un metodo dichiarato e ripetibile, coerente con quello indicato dalla gara. A Frattaminore la stazione appaltante ha indicato ViaMichelin, in un giorno feriale e nella fascia oraria del servizio. Se la gara non lo dice, scrivi nella relazione quale strumento hai usato e con quali tempi di sosta, così la commissione può rifare i conti.

I criteri ambientali minimi obbligano a ottimizzare i percorsi?

No. Il CAM della ristorazione premia i mezzi a minori emissioni e le soluzioni che riducono i viaggi, come il pieno carico o il magazzino comune. L’ottimizzazione dei percorsi diventa un criterio quando la stazione appaltante la scrive nella gara.

Quando esce la gara delle derrate di Milano Ristorazione?

Non c’è ancora una data. La rendicontazione di sostenibilità 2025 indica l’avvio della nuova gara come «previsto dal 2027», e l’avviso per il consulente che deve prepararla prevedeva di chiudere il lavoro entro il 31 dicembre 2025. Milano Ristorazione pubblica le sue gare sulla pagina appalti del proprio sito e sulla piattaforma Sintel di Regione Lombardia.

Il passo successivo

Se stai preparando un’offerta per una gara di ristorazione o di trasporto pasti, o vuoi arrivare pronto alla gara delle derrate di Milano, parliamo della parte trasporti del tuo bando.


Fonti consultate il 10 ottobre 2026. Codice dei contratti pubblici, testo vigente · CAM ristorazione collettiva, DM 10 marzo 2020 · Circolare MASE del 25 settembre 2025 · Milano Ristorazione, documenti delle gare · Contratto di servizio con il Comune di Milano, allegato 13 · Rendicontazione di sostenibilità 2025 · Esito della gara 14/2022 · Avviso del 10 ottobre 2025 · AMAT, logistica di Milano Ristorazione · Comune di Frattaminore, chiarimenti di gara · Consiglio di Stato, sentenza 6148/2026 · Consiglio di Stato, sentenza 3739/2024 · Ecobonus, domande frequenti · Bando Rinnova Veicoli 2026-2027 · Nuova Sabatini, pagina del MIMIT · UNI EN 16258, stato della norma · UNI EN ISO 14083, scheda della norma · GLEC Framework, versione 3.2. Criteri, tempi e importi cambiano da gara a gara e da bando a bando: prima di impegnarti in offerta verifica i documenti in vigore e, per gli incentivi, il quadro con il commercialista.

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