Un autista di camion assunto a tempo indeterminato costa all’azienda fra 25,92 e 35,34 euro per ogni ora lavorata, a seconda del livello e del tipo di trasporto. Non è una stima di mercato: sono le cifre del Decreto direttoriale del Ministero del Lavoro n. 135 del 19 dicembre 2025, che ha messo in tabella il costo orario del personale del CCNL Logistica, trasporto merci e spedizione dopo il rinnovo del 6 dicembre 2024.
Sono numeri utili anche a chi non partecipa a gare, perché dicono quanto vale un’ora di guida prima di discutere una tariffa, un nuovo cliente o un giro in più. Qui trovi le tabelle complete per gli autisti con le tre decorrenze, due esempi svolti voce per voce, la differenza fra la tabella e il costo della tua azienda, e il modo di misurare le ore che non producono.
A cosa servono le tabelle ministeriali
Il decreto attua l’art. 41, comma 13, del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), che affida al Ministero del Lavoro il compito di determinare ogni anno il costo del lavoro in apposite tabelle, sulla base dei valori fissati dalla contrattazione collettiva. È il riferimento che stazioni appaltanti e commissioni usano per stimare la manodopera di una gara e per giudicare se un’offerta la copre davvero. I sindacati lo leggono insieme all’art. 42 del CCNL, che tutela i lavoratori negli appalti di logistica e trasporto.
Le tabelle sono pubblicate per quattro decorrenze (gennaio 2025, gennaio 2026, gennaio 2027 e giugno 2027) e per cinque famiglie di personale. Per chi guida ne contano quattro: senza discontinuità (39 ore settimanali), discontinuo nei trasporti nazionali e discontinuo nei trasporti internazionali (47 ore, art. 11 bis del CCNL), più la tabella dei driver con patente B. Il testo del decreto è disponibile in PDF. Lo ha ripreso Uomini e Trasporti il 22 dicembre 2025.
Il numero che serve a te, però, raramente coincide con quello della tabella: la trasferta che paghi e gli straordinari lo spostano. Il calcolatore del costo di un’ora di autista parte dalla stessa tabella, sostituisce la trasferta convenzionale con quella vera e in due minuti ti dice anche quanto valgono in un anno le ore che non producono.
I livelli: la lettera dice il servizio, non l’anzianità
Prima di leggere le cifre conviene sapere cosa indica il livello. Nel CCNL il personale viaggiante è diviso in tre qualifiche: la 3 per chi ha la patente CE, la 2 per chi guida autocarri isolati con patente C, la 1 per i furgoni con patente B senza cronotachigrafo. La lettera indica il tipo di servizio. A e D sono i trasporti dentro aree produttive, portuali o logistiche e i giri ripetitivi con rientro in sede. B ed E sono i trasporti nazionali e internazionali con trasferta. C e F sono i trasporti soggetti ad abilitazioni come ADR, ATP o HACCP, e per la C anche quelli con attrezzature speciali.
Il C3, quindi, non è l’autista più anziano: è quello che guida un mezzo con patente CE su servizi che richiedono un’abilitazione.
Le tabelle del decreto per gli autisti
Costo medio orario a tempo indeterminato, in euro, per le tre decorrenze ancora davanti a noi.
Senza discontinuità, 39 ore
| Livello | gen 2026 | gen 2027 | giu 2027 |
|---|---|---|---|
| A3 | 26,66 | 27,08 | 27,63 |
| B3 | 29,76 | 30,27 | 30,90 |
| C3 | 29,90 | 30,54 | 31,29 |
| D2 | 25,92 | 26,30 | 26,80 |
| E2 | 28,93 | 29,31 | 29,82 |
| F2 | 28,95 | 29,33 | 29,83 |
Discontinuo, trasporti nazionali, 47 ore
| Livello | gen 2026 | gen 2027 | giu 2027 |
|---|---|---|---|
| A3 | 26,66 | 27,08 | 27,63 |
| B3 | 32,55 | 33,05 | 33,69 |
| C3 | 32,69 | 33,32 | 34,08 |
| D2 | 25,92 | 26,30 | 26,80 |
| E2 | 31,72 | 32,10 | 32,60 |
| F2 | 31,74 | 32,12 | 32,62 |
Discontinuo, trasporti internazionali, 47 ore
| Livello | gen 2026 | gen 2027 | giu 2027 |
|---|---|---|---|
| A3 | 26,66 | 27,08 | 27,63 |
| B3 | 35,20 | 35,70 | 36,33 |
| C3 | 35,34 | 35,97 | 36,73 |
| D2 | 25,92 | 26,30 | 26,80 |
| E2 | 34,37 | 34,75 | 35,25 |
| F2 | 34,39 | 34,77 | 35,27 |
Furgoni, patente B
| Livello | gen 2026 | gen 2027 | giu 2027 |
|---|---|---|---|
| G1 | 30,14 | 30,51 | 30,99 |
| H1 | 30,27 | 30,65 | 31,16 |
A tempo determinato la tabella aggiunge l’IRAP: il C3 nazionale passa da 32,69 a 34,17 euro a gennaio 2026. Le colonne si allargano da un regime all’altro per una ragione precisa: nei livelli con trasferta la tabella mette un’indennità convenzionale che pesa più di ogni altra voce. A3 e D2 non ce l’hanno, ed è per questo che il loro costo non cambia da un regime all’altro.
Da gennaio 2026 a giugno 2027 il costo dell’ora di un C3 cresce fra il 3,9 e il 4,6%, quello di un G1 del 2,8%. Una parte importante passa dall’elemento professionale d’area, che per il C3 sale da 600 euro l’anno a gennaio 2026 a 1.800 a giugno 2027. Chi firma oggi un contratto di trasporto a prezzo fisso che scade dopo giugno 2027, senza indicizzarlo, rischia di lavorare sotto costo nell’ultima parte del periodo.
Due esempi svolti: dalla paga al costo, voce per voce
Prendiamo lo stesso autista, un C3 a tempo indeterminato a gennaio 2026, in due regimi: senza discontinuità a 39 ore e discontinuo nazionale a 47 ore. Le cifre sono quelle della tabella, in euro all’anno.
| Voce | C3, 39 ore | C3, 47 ore nazionale |
|---|---|---|
| Elementi retributivi annui | 25.272,24 | 25.365,24 |
| Tredicesima e quattordicesima | 4.202,00 | 4.202,00 |
| Retribuzione lorda annua | 29.474,24 | 29.567,24 |
| INPS (30,68%) | 9.042,70 | 9.071,23 |
| INAIL (8,018%) | 2.363,24 | 2.370,70 |
| TFR | 2.183,28 | 2.190,17 |
| Ebilog, ente bilaterale | 46,20 | 46,20 |
| Sanilog, assistenza sanitaria | 165,00 | 165,00 |
| Previdenza complementare | 277,99 | 279,02 |
| Indumenti e dispositivi di protezione | 250,00 | 250,00 |
| Trasferta convenzionale | 4.879,00 | 9.279,40 |
| Costo annuo | 48.681,65 | 53.218,96 |
| Ore lavorate | 1.628 | 1.628 |
| Costo dell’ora | 29,90 | 32,69 |
Gli elementi retributivi sono paga base, aumenti di anzianità, elemento professionale d’area ed EDR; nel regime a 47 ore si aggiungono 93 euro di indennità per il lavoro notturno. La trasferta convenzionale vale 205 giorni a 23,80 euro nel primo caso e 215 giorni a 43,16 euro nel secondo. È la voce che fa quasi tutta la differenza fra i due regimi. La tabella usa per ogni giorno una sola fascia, quella da 6 a 12 ore senza discontinuità e quella da 18 a 24 ore nel discontinuo; in busta paga la fascia la decide l’orario di rientro di ciascuna giornata, come mostrano le fasce e gli importi dell’indennità di trasferta dell’autista, con gli esempi svolti.
Ferie, festività e formazione non compaiono come voci in euro: entrano dal denominatore. Su 2.036 ore teoriche il decreto ne toglie 408 non lavorate: 172 di ferie, 101 di festività, 32 di festività soppresse, 36 di riduzione d’orario, 51 di malattia e infortuni stimati al 2,5% e 16 di formazione e permessi per la sicurezza (D.Lgs. 81/2008). Il costo annuo si divide per le 1.628 ore che restano. Per i driver con patente B le ore lavorate sono 1.516, perché la tabella stima le assenze all’8%.
Un dettaglio che conta per chi lavora a 47 ore: il decreto usa le stesse 1.628 ore anche per il regime discontinuo. Se un autista è a disposizione 47 ore a settimana, il costo per ora di presenza scende a circa 27,13 euro, ma è anche il regime in cui una parte di quelle ore è attesa per definizione.
Paga e costo non sono la stessa cifra
Fra i siti di settore circola una regola: un dipendente costa all’azienda da 1,6 a 2 volte la sua retribuzione lorda. Le tabelle del decreto permettono di controllarla, contando la trasferta nel costo ma non nella retribuzione.
| Profilo, gennaio 2026 | Rapporto costo/retribuzione |
|---|---|
| A3, senza discontinuità | 1,49 |
| C3, senza discontinuità | 1,65 |
| G1, furgoni | 1,67 |
| C3, discontinuo nazionale | 1,80 |
| C3, discontinuo internazionale | 1,94 |
La regola regge per chi viaggia con trasferta e sopravvaluta chi lavora in area o su giri brevi. Usarla senza guardare il profilo può far sbagliare fino a un terzo il costo di un autista locale.
La tabella ministeriale non è il costo della tua azienda
Le tabelle sono un costo medio di riferimento, costruito su ipotesi standard: un tasso di assenza fisso, una trasferta convenzionale, nessun superminimo e nessuno straordinario. Servono a dire se un’offerta in gara copre il lavoro, non quanto spendi tu. Il decreto stesso, all’art. 2, avverte che il costo reale oscilla con agevolazioni contributive, contrattazione aziendale, superminimi individuali e straordinari. Per le imprese artigiane, inoltre, valgono EBNA (139,80 euro) e San.Arti (125,00 euro) al posto di Ebilog e Sanilog.
Il tuo costo vero si ottiene partendo dalla tabella del profilo giusto e sostituendo le ipotesi con i tuoi numeri: i giorni di trasferta effettivi, le assenze dell’ultimo anno, gli straordinari pagati, i superminimi. Le cifre annue cambiano poco, mentre il costo dell’ora cambia molto con le ore che metti al denominatore. Il nostro modello pubblico del costo di una consegna in farmacia usa 20,70 euro l’ora per il B3, ricavati dal minimo tabellare su 1.778 ore produttive. Con le 1.628 ore del decreto e senza trasferta, lo stesso profilo costa 26,76 euro. Il costo dell’autista è anche la voce che pesa di più nel costo per chilometro della flotta, che si sbaglia quando quella voce entra con una cifra ereditata.
Le ore improduttive: come si misurano
Tutto quello che abbiamo visto finora è fissato dal contratto: nessuna azienda decide i contributi o le ferie. Il decreto però divide il costo per le ore lavorate, non per le ore che producono. Dentro le 1.628 ore di un autista ci sono anche le attese al carico e allo scarico, i rientri in sede a vuoto, il tempo perso su un giro troppo lungo mentre un collega chiude in anticipo. Sono ore pagate a costo pieno.
Il conto si fa in fretta. Un’ora a settimana per autista, sulle circa 42 settimane effettivamente lavorate, vale per un C3 nazionale circa 1.360 euro l’anno; su una flotta di 35 autisti fa quasi 48.000 euro. È un’ipotesi, ma la scala è quella.
Ognuna delle tre cause si misura con dati che hai già:
- per le attese al carico e allo scarico servono l’orario di arrivo e quello di fine operazione, dal GPS del mezzo o dalla prova di consegna. Chi trasporta per conto terzi ha dal 20 luglio 2025 una franchigia di 90 minuti per ciascuna operazione, e oltre quella soglia l’art. 6-bis del D.Lgs. 286/2005 gli riconosce 100 euro per ogni ora o frazione, dovuti in solido da committente e caricatore. L’orario d’arrivo si prova con il GPS o con il tachigrafo intelligente. Chi trasporta in conto proprio lavora invece sugli orari concordati con i clienti;
- i rientri a vuoto sono i chilometri fra l’ultima consegna e la sede, divisi per i chilometri del giro. Si riducono quando consegne e ritiri stanno nello stesso giro, e quando chi pianifica sa dove finisce ogni mezzo;
- i giri squilibrati si vedono confrontando per due settimane l’ora di fine servizio dei giri, non degli autisti. Se alcuni giri chiudono sempre in straordinario e altri in anticipo, il problema è la ripartizione delle fermate, e lo stesso autista che su un giro sovraccarico fa straordinario ogni sera su un giro bilanciato chiude in orario.
Si misurano i giri, non le persone: un punteggio per autista non dice nulla su un giro costruito male.
Cosa fare lunedì
- Trova in busta paga livello e regime di ogni autista e prendi dalla tabella il costo dell’ora del profilo.
- Sostituisci la trasferta convenzionale con quella pagata davvero nell’ultimo trimestre, e aggiungi gli straordinari.
- Per due settimane registra, giro per giro, minuti di attesa, chilometri di rientro a vuoto e ora di fine servizio.
- Moltiplica le ore perse per il costo dell’ora: è il numero da portare alla prossima riunione sui giri.
- Se trasporti per conto terzi, separa le attese oltre i 90 minuti e verifica con quali committenti puoi chiedere l’indennizzo.
Le ore sono metà del conto. L’altra metà sono i chilometri, e il calcolatore del risparmio sui giri ne dà un ordine di grandezza. Da dove vengono le sue percentuali lo spiega il report sul metodo del risparmio sui giri.
In un momento in cui gli autisti mancano, come racconta l’articolo sulla crisi autisti in Italia, un’ora persa non è solo un costo: è capacità che non hai e che non puoi assumere. Il prezzo dell’ora lo decide il contratto. Quante di quelle ore producono lo decide la pianificazione, ed è la parte su cui lavora l’ottimizzazione dei giri di OptivoRoute.
Domande frequenti
Quanto costa un autista di camion all’azienda?
Da gennaio 2026, secondo le tabelle del Ministero del Lavoro, fra 42.200 e 57.532 euro l’anno a tempo indeterminato. Il minimo è un D2 che lavora in area senza trasferta, il massimo un C3 sui trasporti internazionali. Diviso per le 1.628 ore lavorate in media, il costo va da 25,92 a 35,34 euro l’ora.
Quanto costa al mese un autista?
Dividendo per dodici il costo annuo delle tabelle, da gennaio 2026 un C3 a tempo indeterminato costa circa 4.057 euro al mese senza discontinuità, 4.435 euro nei trasporti nazionali discontinui e 4.794 euro in quelli internazionali. Un autista di furgone G1 costa circa 3.808 euro. Nelle cifre ci sono tredicesima, quattordicesima, contributi, TFR e una trasferta convenzionale; restano fuori straordinari, superminimi e premi.
Qual è la tariffa oraria di un autista di camion?
Il costo orario per l’azienda va da 25,92 a 35,34 euro a gennaio 2026, secondo livello e regime. La tariffa che un vettore chiede a un cliente è un’altra cosa: deve coprire anche mezzo, carburante, pedaggi, struttura e margine, e per questo si ragiona di solito al chilometro o al viaggio.
Che differenza c’è fra paga e costo di un autista?
La paga lorda di un C3 a gennaio 2026 è di circa 29.500 euro l’anno, tredicesima e quattordicesima comprese. Il costo per l’azienda aggiunge contributi INPS e INAIL, TFR, enti bilaterali, previdenza complementare, indumenti e trasferta, e arriva fra 48.682 e 57.532 euro secondo il regime, cioè da 1,65 a 1,94 volte la retribuzione.
Le tabelle ministeriali sono un minimo obbligatorio?
Non sono un minimo salariale: i minimi li fissa il CCNL. Sono il costo medio di riferimento che il Codice dei contratti pubblici usa per valutare la manodopera nelle gare. Chi partecipa a un appalto con un costo del lavoro più basso deve poterlo giustificare.
Il tempo determinato costa di più?
Sì, di poco: la tabella aggiunge l’IRAP al 3,9%. Per il C3 discontinuo nazionale si passa da 32,69 a 34,17 euro l’ora a gennaio 2026.