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Blog Fleet Management

Le altre voci del DPCM Automotive: leasing sociale, moto, retrofit e colonnine (a chi servono davvero)

2026-06-16 Optivo

Quando abbiamo analizzato il DPCM Automotive da 1,343 miliardi, il focus era sulla voce più rilevante per le flotte: i 180 milioni per i veicoli commerciali N1/N2 delle PMI. Ma quel pacchetto contiene anche altre voci di incentivo alla mobilità, che i titoli di giornale citano alla rinfusa e che hanno destinatari molto diversi tra loro.

Vale la pena chiarirle, per due motivi: per capire cosa non riguarda le flotte (ed evitare di aspettare la misura sbagliata), e perché una di queste voci — i quadricicli elettrici — può toccare chi fa consegne urbane. Ecco le altre voci del DPCM, una per una.

Leasing sociale: 50 milioni, ma per i privati

I 50 milioni per il leasing sociale sono rivolti alle persone fisiche, non alle imprese: l’obiettivo è facilitare l’accesso all’auto a basse emissioni per le fasce meno abbienti. I requisiti tipici di questa misura sono un ISEE sotto i 30.000 euro e la rottamazione di un veicolo Euro 4.

Per un’impresa di trasporto o logistica, quindi, questa voce non è la strada: non finanzia i mezzi aziendali. È utile saperlo per non confondere il “leasing sociale” — che è una misura sociale per i cittadini — con il leasing operativo o finanziario con cui un’azienda acquisisce i propri veicoli (su cui, semmai, agisce la Nuova Sabatini).

Moto, scooter e quadricicli elettrici: 90 milioni (e qui l’ultimo miglio rientra)

I 90 milioni per moto, scooter e quadricicli elettrici o ibridi sono la voce che può interessare, almeno in parte, chi fa logistica urbana. La maggior parte di questa dotazione guarda alla mobilità individuale, ma i quadricicli elettrici (i piccoli mezzi a quattro ruote per il trasporto leggero) sono uno strumento concreto per le consegne nell’ultimo miglio in città: accesso a ZTL, parcheggio agevole, costi di esercizio bassi.

Per un operatore di consegne urbane che valuta un mezzo di questo tipo, vale la pena verificare se e come la misura si applica ai quadricicli a uso professionale quando il bando sarà operativo. È l’unica delle voci “non N1/N2” che può avere un risvolto per chi muove merci.

Ricarica domestica: 68 milioni per le colonnine private

I 68 milioni per le infrastrutture di ricarica domestica finanziano l’installazione di punti di ricarica privati. Anche qui il taglio è prevalentemente per i privati e per la ricarica residenziale.

Per una flotta, il tema della ricarica è reale ma diverso: riguarda l’infrastruttura di deposito o aziendale, che ha logiche, potenze e costi propri e che raramente rientra in una misura pensata per la ricarica domestica. Chi sta pianificando l’elettrificazione di una flotta dovrebbe ragionare sull’infrastruttura aziendale a parte, non contando su questa voce.

Retrofit GPL/metano: 20 milioni per convertire l’esistente

I 20 milioni per il retrofit GPL/metano finanziano la conversione di auto esistenti a un’alimentazione a gas, invece dell’acquisto di un veicolo nuovo. È una logica diversa da tutte le altre: non si rinnova il parco, lo si converte.

Per le flotte commerciali la rilevanza è limitata — il retrofit riguarda tipicamente le autovetture — ma è un’opzione da conoscere per chi valuta come ridurre l’impatto e i costi di esercizio di mezzi non ancora a fine vita, senza sostenere il costo pieno di un veicolo nuovo.

Cosa significa per chi ha una flotta

Mettendo in fila le voci, il quadro per un’impresa di trasporto o logistica è chiaro:

  • la voce che ti riguarda è quella dei 180 milioni per i commerciali N1/N2 (non ancora operativa);
  • i quadricicli elettrici (dentro i 90 milioni) possono interessare chi fa ultimo miglio urbano;
  • leasing sociale, ricarica domestica e retrofit sono pensati per i privati o per casi specifici, e non sono il canale per rinnovare i mezzi aziendali.

Il rischio concreto è di leggere “DPCM Automotive, 1,3 miliardi di incentivi” e aspettare un’apertura che, per la propria situazione, riguarda solo una fetta del pacchetto. Per orientarti tra ciò che ti spetta davvero, abbiamo la guida agli incentivi veicoli commerciali 2026 e uno strumento di verifica che in pochi click ti dice quale misura guardare.

Il punto chiave

Il DPCM Automotive è un pacchetto eterogeneo: accanto ai 180 milioni per i veicoli commerciali delle PMI, contiene voci pensate soprattutto per i privati — leasing sociale, ricarica domestica, retrofit — e una voce mista (moto, scooter e quadricicli) in cui l’ultimo miglio urbano può trovare uno spazio. Per chi gestisce una flotta, la cosa utile è distinguere: aspettare l’apertura giusta per la propria situazione, e non confondere le misure sociali con quelle per le imprese.

Quando il DPCM diventerà operativo, importi e procedura delle singole voci arriveranno con i decreti attuativi. Nel frattempo, il lavoro che conta — sapere quali mezzi rinnovare e con cosa — è lo stesso a prescindere dalla voce: una decisione di dati e di costo totale di possesso, che una piattaforma di gestione flotta rende oggettiva.

Domande frequenti

Il leasing sociale del DPCM vale per i veicoli aziendali?

No. Il leasing sociale (50 milioni) è rivolto alle persone fisiche con ISEE sotto i 30.000 euro, non alle imprese. Per acquisire mezzi aziendali in leasing la leva di finanza agevolata è semmai la Nuova Sabatini, che agisce sul finanziamento.

Posso usare l’incentivo per quadricicli per le consegne urbane?

I 90 milioni per moto, scooter e quadricicli elettrici/ibridi guardano soprattutto alla mobilità individuale, ma i quadricicli elettrici sono usati anche per le consegne in città. Se e come la misura si applichi all’uso professionale andrà verificato sul bando attuativo, non ancora pubblicato.

La voce ricarica domestica finanzia le colonnine del mio deposito?

Difficilmente: i 68 milioni sono pensati per la ricarica domestica/residenziale. L’infrastruttura di ricarica aziendale o di deposito ha logiche e costi propri e va valutata separatamente, non contando su questa voce.

Quando saranno operative queste misure?

Come per i 180 milioni dedicati ai commerciali, le altre voci del DPCM diventeranno operative dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e i decreti attuativi che ne definiranno importi e procedure. Al momento il DPCM è firmato ma non ancora operativo.


Fonte: Comunicato MIMIT — Sbloccato il DPCM automotive (23/05/2026). La ripartizione e gli importi delle singole voci saranno dettagliati dai decreti attuativi successivi alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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