Il DPCM Automotive — il pacchetto da 1 miliardo e 343 milioni di euro che programma il Fondo Automotive fino al 2030 — è passato in pochi mesi dall’annuncio alla prova dei fatti. Firmato il 10 giugno 2026, è stato reso operativo per i veicoli commerciali dal decreto direttoriale MIMIT n. 56604 del 27 luglio, che ha aperto le prenotazioni sulla piattaforma Ecobonus il 29 luglio alle 12:00. Esito: i 40 milioni stanziati per il 2026 si sono esauriti in circa un’ora.
Per chi gestisce una flotta, quindi, la domanda è cambiata: non più “quando potrò fare domanda”, ma “cosa contiene davvero questo pacchetto, cosa è già successo, e cosa resta per il 2027”. Questo articolo mette in fila la ripartizione reale del DPCM, cosa riguarda le flotte e perché la lezione del 29 luglio conta più del contributo in sé.
Cosa prevede il DPCM Automotive: la ripartizione reale
Il punto che la maggior parte dei titoli ha trascurato è che la quota più grande del DPCM non va agli incentivi diretti all’acquisto, ma al sostegno della filiera industriale. La ripartizione comunicata dal MIMIT è questa:
- Oltre il 70% delle risorse (circa 940 milioni) va ad Accordi per l’innovazione, Contratti di sviluppo e Mini Contratti di sviluppo — ricerca, sviluppo e investimenti produttivi delle imprese della filiera automotive, con una quota pensata per le PMI della componentistica.
- Il restante ~30% finanzia incentivi alla mobilità sostenibile e al rinnovo del parco circolante. Dentro questa quota:
- 180 milioni per i veicoli commerciali N1 e N2 destinati alle PMI del trasporto merci (spalmati sul 2026-2030);
- 90 milioni per moto, scooter e quadricicli elettrici (con decorrenza dichiarata dal 1° gennaio 2027);
- 68 milioni per le infrastrutture di ricarica domestica;
- 50 milioni per il leasing sociale rivolto alle persone fisiche (con ISEE sotto i 30.000 euro);
- 20 milioni per il retrofit GPL/metano (il totale 2026-2030; la tranche 2026 vale 4 milioni).
Un dettaglio che aveva pesato sui tempi: la dotazione iniziale era più alta, ma 251 milioni erano stati temporaneamente dirottati per coprire il decreto sul caro carburanti e il sostegno all’autotrasporto, per essere poi ripristinati nell’estate 2026.
Per chi ha una flotta, la voce rilevante resta una sola: i 180 milioni per N1 e N2. Non ci sono, in questo DPCM, incentivi per l’acquisto di auto elettriche private — una scelta esplicita del Governo, che ha spostato l’asse “dai sussidi al mercato al sostegno agli investimenti delle imprese”.
I 180 milioni per i veicoli commerciali: cosa è successo
La misura per i commerciali è stata attuata dal decreto direttoriale MIMIT n. 56604 del 27 luglio ed erogata attraverso la piattaforma Ecobonus gestita da Invitalia. Qui va sciolto l’equivoco più diffuso: l‘“Ecobonus veicoli commerciali” e i “180 milioni del DPCM” non sono due cose diverse — sono la stessa misura. La stampa li ha raccontati come binari separati, ma i fondi del DPCM per gli N1/N2 sono passati proprio dal portale Ecobonus.
I beneficiari sono le PMI del trasporto merci — in conto proprio o conto terzi — per veicoli delle categorie:
- N1: massa massima fino a 3,5 tonnellate (i furgoni e i commerciali leggeri tipici di consegne, logistica urbana, servizi);
- N2: massa superiore a 3,5 e fino a 12 tonnellate.
La tranche 2026 valeva 40 milioni (di cui 16 riservati a elettrico e idrogeno), con contributi fino a 20.000 euro per i mezzi più pesanti e più puliti con rottamazione. Aperta alle 12:00 del 29 luglio, si è esaurita in circa un’ora: un click-day nel senso più letterale, in cui è passato solo chi aveva l’ordine già impostato e il concessionario allineato a prenotare.
La misura non finisce qui, però. I 180 milioni sono programmati fino al 2030: dopo i 40 del 2026, sono previsti circa 40 milioni per il 2027, altrettanti per il 2028 e il 2029, e 20 milioni per il 2030, sempre con il 40% riservato a elettrico e idrogeno. La prossima finestra reale, in assenza di un rifinanziamento del 2026 (che al momento non è stato annunciato), è la tranche 2027.
Non solo N1/N2: il retrofit GPL/metano
Nello stesso sportello del 29 luglio è partita anche la misura per il retrofit GPL/metano — da non confondere con il retrofit elettrico, che resta disciplinato da un quadro normativo separato e non rientra in questo DPCM. Dotazione 2026 di 4 milioni (20 milioni il totale fino al 2030), con un contributo di 400 euro per l’impianto GPL e 800 euro per il metano, esteso anche ai veicoli d’impresa e ai mezzi fino a Euro 3. È un canale a fondi limitati, ma per chi valuta la conversione di un mezzo esistente resta attivo: va verificata la capienza residua sul portale.
Cosa fare adesso (con la finestra 2026 chiusa)
L’errore da evitare non è più “aspettare troppo”: è pensare che il rinnovo dei mezzi dipenda dal contributo. Il 29 luglio ha dimostrato il contrario — chi non era già pronto quella mattina è rimasto fuori a prescindere. Tre cose utili da fare ora, in vista della tranche 2027 e di qualsiasi bando a sportello:
- Fotografare il parco mezzi: età, classe Euro, chilometraggi annui, costi di manutenzione crescenti. Sono i dati che diranno quali veicoli conviene candidare alla sostituzione, indipendentemente dall’importo finale del bonus.
- Distinguere la tua situazione: una microimpresa di consegne urbane e una PMI strutturata di trasporto merci non accedono necessariamente alle stesse misure. Oltre alla tranche 2027 dei commerciali, oggi restano attivi la Nuova Sabatini sul finanziamento e i bandi regionali; il canale PNRR per le microimprese si è invece chiuso il 30 giugno. Abbiamo messo ordine tra le diverse misure nella guida pratica agli incentivi per i veicoli commerciali 2026.
- Ragionare in termini di costo a regime, non di prezzo scontato: un incentivo abbassa il prezzo d’acquisto, ma il vero conto si fa sul costo totale di possesso (TCO) lungo i 7-10 anni di vita del mezzo. È qui che si decide se la sostituzione conviene davvero — ed è l’unica leva che controlli davvero, mentre un contributo a sportello no.
Il punto chiave
Il DPCM Automotive è una buona notizia per chi ha una flotta di veicoli commerciali, ma va letta per quello che è: 180 milioni dedicati al rinnovo dei mezzi N1/N2 delle PMI, dentro un pacchetto che guarda soprattutto alla filiera industriale, di cui la tranche 2026 (40 milioni) si è esaurita in un’ora il 29 luglio. La prossima finestra è il 2027.
Per chi gestisce mezzi, il lavoro utile non dipende dal calendario del bando: avere i dati di flotta in ordine — età, costi reali, chilometraggi — è ciò che permette di trasformare un incentivo, quando c’è e se lo prendi, in una decisione di rinnovo razionale invece che in una corsa allo sportello. Una piattaforma di tracking e gestione flotta serve esattamente a questo: rendere visibili i costi reali per veicolo, così che la scelta su cosa sostituire si basi su numeri e non su sensazioni.
Domande frequenti
Il DPCM Automotive 2026 per i veicoli commerciali è ancora aperto?
No. La tranche 2026 (40 milioni) è stata aperta il 29 luglio 2026 sulla piattaforma Ecobonus e si è esaurita in circa un’ora. Non è stato annunciato un rifinanziamento per il 2026. La misura è però programmata fino al 2030: la prossima finestra è la tranche 2027 (circa 40 milioni), la cui data di apertura dipenderà dal relativo decreto direttoriale.
Quanto valeva il contributo per un furgone?
Fino a 20.000 euro per i mezzi più pesanti e più puliti con rottamazione, con importi modulati per fascia di peso e alimentazione. I 40 milioni del 2026 sono stati assegnati a sportello e si sono esauriti in un’ora: gli stessi criteri si applicheranno, verosimilmente, alle tranche successive, da verificare sul decreto in vigore.
Il DPCM prevede incentivi per le auto elettriche private?
No. Questo DPCM non destina risorse all’acquisto di auto elettriche private. Le voci per i cittadini riguardano il leasing sociale (ISEE sotto i 30.000 euro), moto/scooter/quadricicli e la ricarica domestica — misure ancora da aprire. Per le imprese, la voce è il rinnovo dei veicoli commerciali N1/N2.
Ho perso la finestra 2026: quali incentivi restano attivi ora?
Sul fronte dei commerciali, oggi restano la Nuova Sabatini (che abbatte gli interessi del finanziamento, sportello aperto), il retrofit GPL/metano a fondi limitati e vari bandi regionali. La prossima finestra sull’Ecobonus commerciali è la tranche 2027. Ne parliamo nella guida agli incentivi veicoli commerciali 2026.
Fonti ufficiali: MIMIT — Al via l’Ecobonus per i veicoli commerciali e il retrofit GPL/metano · MIMIT — Ecobonus automotive · ANSA — Incentivi veicoli commerciali, fondi subito esauriti (29/07/2026). Importi e disponibilità dei fondi cambiano a ogni tranche: verifica sempre il decreto in vigore sul portale ufficiale prima di acquistare.