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Credito carburante per l'autotrasporto: quanto vale davvero e cosa succede adesso

2026-10-01 Maurizio Piredda — CFO e Co-founder

Se hai camion da 7,5 tonnellate in su e fai autotrasporto per conto terzi, a settembre hai potuto chiedere un credito d’imposta sul rincaro del gasolio da marzo ad agosto 2026. La finestra si è chiusa il 20 settembre. Adesso tre passaggi decidono quanto incasserai davvero: il riparto, perché le domande superano il fondo; i decreti di concessione, che seguono l’ordine di invio; e un termine di utilizzo molto stretto, il 31 dicembre 2026.

Qui trovi chi ha diritto e chi no (il conto proprio è stato escluso a misura già avviata), come si calcola il credito con un esempio sui prezzi reali, come evitare di perderne una parte a fine anno e cosa si sa di settembre e ottobre, che la legge ora copre ma per cui non c’è ancora una finestra.

In breve

  • Spetta alle imprese di autotrasporto per conto terzi iscritte al REN, alle imprese UE con stabile organizzazione in Italia e al trasporto di persone con autobus, solo per i mezzi Euro V ed Euro VI: camion da 7,5 tonnellate in su e autobus M2 e M3.
  • Vale fino al 70% della maggiore spesa rispetto al prezzo medio di febbraio. Ai prezzi medi alla pompa di marzo-agosto sono circa 18 centesimi al litro, prima del riparto.
  • Si usa solo in compensazione con l’F24 entro il 31 dicembre 2026 e non è tassato. Con le regole di oggi, la parte non usata entro quella data si perde.
  • Settembre e ottobre sono coperti dalla legge con 37,2 milioni in più, ma la finestra per chiederli non è ancora stata aperta.

Chi ha diritto e chi no

Il credito nasce dall’articolo 3 del decreto-legge 33 del 18 marzo 2026. All’inizio la norma rinviava a tutte le imprese di trasporto merci che hanno il rimborso trimestrale delle accise sul gasolio commerciale, compreso il conto proprio con licenza, e il primo decreto attuativo, del 23 maggio, le includeva tutte. Poi la DG Concorrenza della Commissione europea ha precisato che il quadro temporaneo sugli aiuti per la crisi in Medio Oriente non ammette il conto proprio. Il decreto del 26 agosto, pubblicato in Gazzetta il 26 settembre, ha ristretto i beneficiari di conseguenza.

ChiCredito carburante 2026Rimborso trimestrale delle accise
Conto terzi, camion da 7,5 t in su, Euro V o VISìSì
Conto proprio con licenza, camion da 7,5 t in su, Euro V o VINoSì
Camion Euro IV o precedenti, in qualsiasi regimeNoNo
Furgoni e camion sotto 7,5 tNoNo

Restano fuori anche le imprese che erano già in difficoltà nell’esercizio precedente il 28 febbraio 2026, salvo le micro e piccole imprese non soggette a procedure concorsuali e senza aiuti per il salvataggio o la ristrutturazione. Quanto al gasolio, conta solo quello per la trazione: il carburante dei gruppi frigo non entra nel calcolo.

Se sei un distributore o un grossista iscritto anche all’Albo degli autotrasportatori, c’è un punto da verificare. Il decreto del MIT richiama la decisione con cui la Commissione ha autorizzato la misura, che ammette solo le imprese con il trasporto su strada come attività principale, e i controlli a campione possono arrivare anche dopo l’erogazione. Se il trasporto non è la tua attività principale, fallo valutare al commercialista prima di usare il credito.

Quanto vale: la formula e un esempio

La piattaforma calcola il credito sul totale del periodo, non mese per mese, con questa formula:

credito = 70% × (spesa netta per il gasolio dei mezzi ammessi − litri × 1,39415 €)

Il valore di 1,39415 € è il prezzo medio di febbraio 2026 rilevato dal Ministero dell’Ambiente, 1,70087 € al litro, al netto dell’IVA. La spesa è quella delle fatture, sempre senza IVA, per il solo gasolio usato dai mezzi ammessi. Le fatture con un prezzo al litro più basso di quello di febbraio non si inseriscono, e nemmeno i rifornimenti di febbraio fatturati a marzo.

Mese 2026Prezzo medio alla pompa (€/l, IVA inclusa)Credito teorico al litro
Febbraio1,701 (riferimento)–
Marzo1,9360,13 €
Aprile2,1050,23 €
Maggio2,0090,18 €
Giugno1,9700,15 €
Luglio2,0060,17 €
Agosto2,0980,23 €
Settembre2,2410,31 €

Il prezzo di febbraio è il riferimento ufficiale; quelli degli altri mesi sono nostre medie delle rilevazioni settimanali del Ministero, non il dato mensile ufficiale. Il credito teorico vale per chi ha pagato il gasolio al prezzo medio alla pompa.

Un esempio con dieci trattori Euro VI

Un’impresa per conto terzi ha dieci trattori Euro VI che consumano 35.000 litri l’anno ciascuno: da marzo ad agosto sono circa 175.000 litri. Se li ha pagati al prezzo medio alla pompa, la spesa netta è di circa 289.900 €, contro i 244.000 € che avrebbe speso ai prezzi di febbraio. La maggiore spesa è quindi di 45.900 €, e il credito teorico, al 70%, è di circa 32.100 €, poco più di 3.200 € a camion.

Due fattori lo riducono. Il primo è il prezzo pagato. Chi compra con una carta carburante scontata o riempie una cisterna aziendale paga meno del prezzo alla pompa, mentre il riferimento di febbraio resta fisso: 5 centesimi di sconto al litro, IVA inclusa, tolgono circa 5.000 € di credito, il 16%. Il secondo è il riparto, che vale per tutti.

RipartoCredito sull’esempio
100%32.100 €
75%24.100 €
50%16.100 €

Perché incasserai meno del calcolo

Il MIT ha già comunicato che l’importo richiesto supera le risorse, quindi ogni credito sarà ridotto in proporzione. Il fondo per marzo-agosto è di 386,2 milioni secondo la pagina della piattaforma, portati a 397,6 dalla legge di conversione del decreto-legge 133, in vigore dal 26 settembre. La percentuale di riparto non è ancora stata pubblicata.

Il credito può scendere ancora se la verifica nel Registro nazionale degli aiuti di Stato trova altri aiuti sugli stessi costi oltre i limiti di cumulo. Il rimborso delle accise, invece, non lo riduce: la piattaforma calcola il credito senza tenerne conto, e i due aiuti insieme non devono superare la spesa sostenuta per il gasolio.

Quando arriva e come si usa

  1. Il MIT fa verifiche a campione sulla condizione di impresa in difficoltà e sull’antimafia, e controlla il cumulo nel Registro nazionale degli aiuti.
  2. Poi approva il credito con uno o più decreti di concessione, possibili dal 26 settembre, quando il decreto del 26 agosto è uscito in Gazzetta. L’ordine è quello di invio delle domande, e chi ha annullato e ripresentato la propria prende la posizione del secondo invio.
  3. Il MIT trasmette gli importi all’Agenzia delle Entrate. Il credito è utilizzabile dal decimo giorno successivo, quando compare nel cassetto fiscale alla voce «crediti agevolativi»; l’importo concesso si vede anche in piattaforma, nel dettaglio della domanda.
  4. Si usa solo in compensazione, con l’F24 inviato tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, entro il 31 dicembre 2026 e senza i limiti annui alle compensazioni. Non concorre al reddito d’impresa né alla base IRAP.

Al 30 settembre l’Agenzia delle Entrate non ha ancora istituito il codice tributo. Nell’elenco delle risoluzioni del 2026 c’è quello del credito gemello per la pesca (7080), non quello per l’autotrasporto. Il codice 7060, che si trova cercando in rete, è stato istituito nel 2024 per un credito precedente sul gasolio e non vale per questo.

Il vero rischio: usarlo entro il 31 dicembre

Il termine è il punto debole della misura. Il credito si usa dal decimo giorno dopo la trasmissione degli importi all’Agenzia delle Entrate, e a inizio agosto Confartigianato Macerata prevedeva la chiusura dell’istruttoria entro il 15 dicembre. Se i decreti arrivano nei primi giorni di dicembre, c’è ancora l’F24 del 16, con ritenute, contributi e, per chi la liquida ogni mese, l’IVA di novembre. Se arrivano a ridosso del 15, il credito diventa utilizzabile dopo quella scadenza, e resta di fatto solo l’acconto IVA, che quest’anno si paga lunedì 28 dicembre perché il 27 cade di domenica. Con le regole attuali, la parte che non trova debiti da compensare si perde, perché la legge non prevede né riporto né rimborso. A inizio agosto la stessa Confartigianato riferiva che le associazioni di categoria lavoravano per allungare il termine; al 30 settembre non c’è una proroga.

Conviene quindi fare i conti adesso. Stima il credito con la formula qui sopra, applica un riparto prudente e confrontalo con i debiti F24 di dicembre. Se il credito è più alto, parlane con il commercialista prima di dicembre. Vale soprattutto per chi ha inviato la domanda negli ultimi giorni, perché con la concessione in ordine di invio sarà fra gli ultimi a ricevere il credito.

Settembre e ottobre: coperti dalla legge, senza una finestra

Il decreto-legge 157 del 10 settembre ha esteso il credito a settembre con 16 milioni, e il 162 del 17 settembre a ottobre con altri 21,2. La pagina del MIT parla ancora solo di marzo-agosto: per i due mesi nuovi servirà una nuova finestra, e oggi non c’è una data.

Due numeri fanno pensare a un riparto più severo. A settembre il rincaro è stato il più alto dell’anno, circa 31 centesimi di credito teorico al litro ai prezzi alla pompa, mentre il fondo è più piccolo: 16 milioni per settembre e 21,2 per ottobre, contro una media di circa 66 milioni al mese per marzo-agosto.

Intanto conviene preparare i dati come li chiedeva la prima finestra: i litri totali di ogni mese per i soli mezzi ammessi, l’elenco delle loro targhe, le fatture con l’identificativo SdI (per le carte netting, il numero con il prefisso «net-») e il gasolio dei gruppi frigo tenuto a parte. È lì che si sbaglia di più. Fra le domande inviate entro il 15 settembre, il MIT ne contava 2.624 respinte per errori nel file delle fatture e 502 con un importo negativo.

Se sei escluso: cosa resta

Chi ha camion da 7,5 tonnellate in su in conto proprio non ha il credito, ma ha il rimborso trimestrale delle accise, come il conto terzi. Si chiede all’Agenzia delle Dogane nel mese successivo al trimestre (per luglio-settembre, dal 1° ottobre al 2 novembre 2026) e si può compensare con il codice tributo 6740 oppure chiedere in denaro. Dal 1° ottobre, se scegli la compensazione, la dichiarazione si invia solo con il Servizio telematico doganale (E.D.I.), non più via PEC o su carta, e chi non è abilitato deve prima chiedere l’adesione. Il silenzio-assenso, dopo il quale il credito si può compensare, ora matura in 30 giorni. Il rimborso è la differenza fra l’accisa in vigore e quella del gasolio commerciale, 403,22 € ogni mille litri: 269,68 € all’aliquota ordinaria del 2026, scesi a 69,68 € quando l’accisa era tagliata a 472,90 €, dal 1° aprile al 22 maggio. Per luglio-settembre gli importi sono cinque, da 129,68 a 269,68 € ogni mille litri a seconda del giorno del rifornimento, e la dichiarazione chiede litri e chilometri di ogni mezzo divisi per periodo.

Da qui un effetto che si nota poco. Per chi ha il rimborso, il taglio delle accise non abbassa il costo del gasolio: l’accisa netta resta 403,22 € ogni mille litri, e quello che si risparmia alla pompa si perde sul rimborso. Lo scrive anche l’Agenzia delle Dogane nell’informativa del 30 settembre, secondo cui i tagli «non comportano effetti» per chi ha il rimborso. Il vantaggio è solo di cassa, perché lo sconto arriva subito e il rimborso mesi dopo. Per un camion pesante in conto proprio, quindi, le misure del 2026 sul gasolio sono servite a poco. Il taglio è stato assorbito da un rimborso più basso, e il credito non spetta.

Per furgoni e camion sotto 7,5 tonnellate non ci sono né credito né rimborso. Per loro l’aiuto è stato il taglio delle accise alla pompa, che si sta riducendo: dal 26 settembre al 5 ottobre l’accisa è a 622,90 € ogni mille litri, contro i 672,90 € dell’aliquota ordinaria.

I litri che non consumi valgono di più

Il credito copre al massimo il 70% del rincaro, prima del riparto e solo per i mesi coperti. Un litro non consumato vale invece il suo prezzo intero: a settembre, anche togliendo IVA e rimborso delle accise, più di 1,60 €, oltre cinque volte il credito teorico. Dal 2028, poi, l’ETS2 aggiungerà un prezzo del carbonio a ogni litro.

Le sette leve per ridurre i consumi di una flotta partono dai chilometri, e il primo passo è sapere quanto costa davvero ciascuno, con il calcolo corretto del costo per chilometro. Il resto lo decidono i giri, cioè quanti chilometri si fanno a vuoto e quanti mezzi servono in turno. OptivoRoute pianifica i giri tenendo conto dei vincoli di ogni consegna, dalle finestre orarie alla capacità dei mezzi.

Domande frequenti

Il credito carburante spetta al conto proprio?

No. Il decreto del 26 agosto 2026, in Gazzetta dal 26 settembre, ha limitato i beneficiari al conto terzi, alle imprese UE con stabile organizzazione in Italia e al trasporto di persone, dopo che la Commissione europea aveva escluso il conto proprio. Al conto proprio con camion da 7,5 tonnellate in su resta il rimborso trimestrale delle accise.

I furgoni rientrano nel credito d’imposta sul gasolio?

No. Servono veicoli di categoria N da 7,5 tonnellate in su, oppure autobus M2 e M3, di classe Euro V o Euro VI.

Si può ancora presentare la domanda per marzo-agosto?

No. La finestra sulla piattaforma dell’Agenzia delle Dogane si è chiusa alle 23.59 del 20 settembre 2026, e dopo la chiusura la domanda non si può più modificare né ripresentare.

Quando arriva il credito nel cassetto fiscale?

Diventa utilizzabile dieci giorni dopo che il MIT ha trasmesso all’Agenzia delle Entrate gli importi dei decreti di concessione, che seguono l’ordine di invio delle domande. Le date non sono state pubblicate; a inizio agosto Confartigianato Macerata prevedeva la chiusura dell’istruttoria entro il 15 dicembre.

Qual è il codice tributo per compensare il credito?

Al 30 settembre 2026 non è ancora stato istituito. L’Agenzia delle Entrate lo farà con una risoluzione, e fino ad allora il credito non si può compensare. Il codice 7060 riguarda un credito precedente e non vale per questo.

Il credito si somma al rimborso delle accise?

Sì. La piattaforma calcola il credito senza tenere conto del rimborso, e i due aiuti insieme non possono superare la spesa sostenuta per il gasolio.

Il rimborso delle accise per gli autotrasportatori c’è anche nel 2026?

Sì. Il rimborso trimestrale sul gasolio commerciale resta per i camion da 7,5 tonnellate in su di classe Euro V o VI, sia in conto terzi sia in conto proprio con licenza. Per luglio-settembre la dichiarazione si presenta all’Agenzia delle Dogane dal 1° ottobre al 2 novembre 2026, e dal 1° ottobre, se si sceglie la compensazione, solo con il Servizio telematico doganale (E.D.I.). L’importo cambia con l’accisa in vigore: 269,68 € ogni mille litri all’aliquota ordinaria del 2026, meno nei periodi in cui l’accisa è tagliata. Per luglio-settembre va da 129,68 a 269,68 €, a seconda del giorno del rifornimento.

Cosa succede se non uso tutto il credito entro il 31 dicembre?

Con le regole attuali la parte non compensata si perde, perché la legge non prevede né riporto all’anno successivo né rimborso. Ad agosto le associazioni di categoria lavoravano a una proroga del termine, che al 30 settembre non è arrivata.

Il credito è tassato?

No. Non concorre al reddito d’impresa né alla base imponibile IRAP, e non conta per la deducibilità di interessi passivi e spese generali.

Il passo successivo

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Fonti ufficiali. Art. 3 del DL 33/2026 · decreto direttoriale MIT 301 del 28 agosto 2026 · DM 26 agosto 2026, GU n. 224 del 26 settembre 2026 · MIT, piattaforma e FAQ del credito · ADM, benefici per il gasolio del secondo trimestre 2026 · ADM, benefici per il gasolio del terzo trimestre 2026. Importi, finestre e percentuali di riparto possono cambiare: verifica le condizioni in vigore con il commercialista prima di contare sul credito.

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