Conto proprio e conto terzi sono i due regimi del trasporto merci su strada. Nel conto proprio l’impresa trasporta merci proprie, come attività strumentale alla propria attività principale. Nel conto terzi (trasporto per conto di terzi, hire and reward) si trasportano merci per altri dietro compenso: il trasporto è l’attività economica stessa.
Perché la distinzione conta
Il regime determina obblighi diversi: licenze e iscrizioni, accesso alla professione, e l’applicazione di alcune regole del Pacchetto Mobilità UE. In particolare, diversi obblighi — incluso l’uso del cronotachigrafo intelligente G2V2 sui veicoli leggeri dal 2026 e i limiti sul cabotaggio — scattano tipicamente per il conto terzi.
Flotte miste
Molte imprese operano con flotte miste (mezzi propri + padroncini in conto terzi), con regimi e obblighi che convivono. La gestione di questa complessità è trattata in padroncini e conto terzi: come gestire una flotta mista.
FAQ
Qual è la differenza pratica tra conto proprio e conto terzi?
Nel conto proprio si trasportano le proprie merci (attività accessoria); nel conto terzi si trasporta per altri come attività economica, con licenze e obblighi normativi più stringenti.
Il cronotachigrafo G2V2 sui furgoni riguarda anche il conto proprio?
L’obbligo dal 1° luglio 2026 sui veicoli 2,5–3,5 t scatta principalmente per il trasporto internazionale e il cabotaggio in conto terzi; le casistiche del conto proprio sono trattate nella guida dedicata al cabotaggio.