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Blog Fleet Management

Cloud OEM Stellantis: come funziona Mobilisights

2026-05-26 Optivo

Se gestisci una flotta italiana, c’è una probabilità altissima che almeno metà dei tuoi veicoli sia di un brand Stellantis: Fiat, Peugeot, Citroën, Opel, Jeep, Alfa Romeo, Lancia. Il gruppo nato dalla fusione FCA-PSA del 2021 copre da solo una quota dominante del parco circolante commerciale italiano — e per chi gestisce una flotta, questo significa una cosa molto concreta: capire come accedere ai dati telematici di Stellantis senza dispositivi aftermarket è la prima domanda operativa da risolvere nel 2026.

La risposta passa da Mobilisights, la società di dati autonoma del gruppo Stellantis nata nel 2022. È il canale attraverso cui — in conformità con l’EU Data Act — i dati telematici dei veicoli connessi vengono messi a disposizione di flotte e fornitori terzi qualificati come Optivo. Niente OBD aftermarket, niente officina, niente cablaggi. Solo il VIN del veicolo e il consenso del proprietario.

Questo articolo spiega come funziona davvero il processo: i passi operativi, i tempi reali, cosa è incluso, cosa costa e quali sono gli errori più comuni nelle prime attivazioni.

Cos’è Mobilisights, in concreto

Mobilisights è la divisione di Stellantis che gestisce in modo esclusivo l’accesso ai dati telematici embedded — quelli che il veicolo produce nativamente e trasmette al costruttore attraverso la connettività di bordo. Per dare un’idea della scala: copre 14 brand automotive del gruppo Stellantis, dai marchi mass-market come Fiat e Peugeot fino a quelli premium come Maserati e DS Automobiles, passando per i commerciali Pro One (la divisione veicoli da lavoro del gruppo).

Da un punto di vista tecnico, Mobilisights espone una API REST ad alte prestazioni che permette a fleet management system terzi di ricevere in tempo quasi reale i dati operativi della flotta: chilometraggio, geolocalizzazione, consumi, stato batteria (per gli EV), parametri di guida, codici diagnostici, allerte di manutenzione. Il modello è “data-as-a-service”: il cliente non installa nulla, il costruttore trasmette, il fornitore terzo riceve e visualizza.

L’aspetto che fa la differenza è il numero. In una nota stampa di metà 2024, il responsabile commerciale Nord America di Mobilisights ha dichiarato di aver attivato 50.000 veicoli in due giorni, sottolineando che “fare la stessa cosa con hardware aftermarket avrebbe richiesto mesi”. Quel numero — 50.000 in 48 ore — è la differenza pratica tra un sistema basato su API e un sistema basato su scatole da spedire e installare una per una.

Quali veicoli sono supportati

Il primo filtro è l’anno modello. Mobilisights copre i veicoli prodotti dal 2019 in poi (model year 2019+), con qualche eccezione su singoli modelli pre-2019 che hanno comunque l’hardware di connettività. La regola generale: se il tuo veicolo è del 2019 o successivo e ha un brand Stellantis, è quasi certamente in copertura.

I brand inclusi sono:

  • Mass-market: Fiat, Peugeot, Citroën, Opel, Vauxhall (per il mercato UK)
  • Premium: Alfa Romeo, DS Automobiles, Lancia
  • Off-road: Jeep
  • Luxury: Maserati
  • Commerciali: Fiat Professional (Ducato, Fiorino, Scudo, Doblò), Peugeot Boxer/Partner, Citroën Jumper/Berlingo, Opel Movano/Combo, Vauxhall Vivaro

Per una flotta italiana media, questo significa che la maggior parte dei furgoni commerciali post-2019 — Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel Movano (tutti varianti dello stesso veicolo prodotto in joint venture) — è coperta. Se hai 25 Ducato del 2021 in leasing operativo, il caso è quasi automatico.

Il secondo filtro è la funzione di connettività attiva. I veicoli Stellantis post-2019 escono di fabbrica con la connettività hardware installata, ma servono due condizioni: che la connettività sia stata attivata (cosa che spesso avviene in concessionaria con la prima accensione) e che il proprietario abbia dato il consenso a trasmettere dati. Su flotte aziendali, il consenso è centralizzato — non serve raccoglierlo veicolo per veicolo se il proprietario è un’unica entità.

Come funziona l’attivazione: i quattro passi

Il processo end-to-end per attivare una flotta Stellantis via Mobilisights è più semplice di quanto suoni. Si snoda in quattro passi.

Primo passo: censimento e raccolta VIN. Per ogni veicolo della flotta servono il VIN (numero di telaio, 17 caratteri), il modello e l’anno. Tutti i dati che hai già sul libretto di circolazione. Per flotte di media dimensione (20-50 veicoli) il censimento richiede tipicamente 1-2 ore di lavoro amministrativo.

Secondo passo: verifica della catena di consenso. Qui è dove serve attenzione. Se possiedi i veicoli, sei tu il proprietario e il consenso è diretto. Se sono in leasing operativo o noleggio a lungo termine, il contratto deve riconoscerti come “utente” del veicolo ai fini del Data Act — cosa che è la norma, ma vale la pena verificare leggendo la clausola sull’accesso ai dati. Se sei in leasing finanziario, sei tu il proprietario formale (anche se la proprietà sostanziale passa al concedente fino al riscatto) — anche qui la regola è semplice.

Terzo passo: richiesta formale a Stellantis tramite il fornitore terzo. A questo punto entra in scena Optivo (o un altro fornitore qualificato). La richiesta passa attraverso il portale Mobilisights, dove il fornitore terzo è registrato come “ricevente autorizzato” e identifica i VIN per cui richiedere l’attivazione del flusso dati. Il proprietario della flotta conferma il consenso firmando elettronicamente. I tempi di processing dipendono dal carico Mobilisights ma sono nell’ordine delle ore o pochi giorni lavorativi.

Quarto passo: dati in dashboard. Una volta che Mobilisights ha autorizzato il flusso, i dati iniziano ad arrivare via API alla piattaforma di fleet management. In Optivo, ad esempio, i dati confluiscono nella stessa dashboard che gestisce eventuali veicoli con OBD o CAN bus aftermarket — il fleet manager non vede tre sistemi separati, ne vede uno solo, con un tag che indica la sorgente per ogni veicolo.

Quanto tempo serve davvero

I tempi commerciali dichiarati da Mobilisights sono di qualche minuto per l’attivazione tecnica una volta completato l’iter burocratico. Nella realtà operativa italiana, dall’inizio del censimento all’arrivo dei dati in dashboard, i tempi tipici sono:

  • Flotta singola brand (es. tutti Fiat Ducato): 3-5 giorni lavorativi complessivi
  • Flotta multi-brand Stellantis (Fiat + Peugeot + Citroën): 5-10 giorni, perché alcune verifiche vanno fatte per brand
  • Flotta con veicoli a fine carriera (modelli 2019 da verificare): aggiungi 2-3 giorni per cross-check

Il collo di bottiglia raramente è tecnico. Quasi sempre è burocratico: catena di consenso da verificare con la società di leasing, contratti da rileggere, formalizzazione del rappresentante autorizzato dell’azienda. Una volta sbloccata la pratica, l’attivazione è quasi istantanea.

Per fare un confronto pratico: una flotta di 25 Ducato in leasing operativo che richiede di installare un OBD aftermarket su tutti i mezzi richiede tipicamente 2-3 settimane (programmazione installazioni, logistica scatole, fermo mezzo di 30-60 minuti per veicolo, configurazione iniziale). La stessa flotta via Cloud OEM Stellantis è operativa in circa 5 giorni.

Cosa costa, in modo realistico

Mobilisights non pubblica un listino. Il modello è subscription per VIN, con prezzi che scalano in base a:

  • Numero di veicoli (tariffe più basse oltre i 50-100 VIN attivi)
  • Tipologia di pacchetto dati richiesto (il Fleet Plus Data Pack è il pacchetto operativo standard per fleet management)
  • Frequenza di refresh dei dati (alcuni use case richiedono ogni 15 minuti, altri ogni 24 ore)
  • Durata del contratto

Indicazioni di magnitudine, basate su benchmark di mercato del 2025-2026: il costo per veicolo per Cloud OEM Mobilisights è generalmente comparabile a quello di un pacchetto telematico aftermarket OBD completo, con un margine di vantaggio crescente all’aumentare della flotta. Se per un OBD aftermarket paghi circa €100-150 all’anno per veicolo in tutto compreso (hardware ammortizzato, abbonamento dati, manutenzione), per Cloud OEM Mobilisights paghi cifre simili — ma azzeri i costi di hardware iniziale, installazione, e gestione dei dispositivi nel tempo.

C’è un dettaglio interessante: Mobilisights offre un Fleet Plus Data Pack Trial gratuito di 3 mesi per VIN non precedentemente attivati. Per una flotta che vuole valutare l’opzione senza commitment economico iniziale, è un meccanismo concreto per testare la qualità dei dati prima di firmare contratti pluriennali.

I tre errori più comuni nelle prime attivazioni

Lavorando con clienti in transizione da OBD aftermarket a Cloud OEM Stellantis, abbiamo visto ricorrere tre errori che vale la pena anticipare.

Errore uno: non verificare la copertura prima del censimento. Capita di scoprire a metà progetto che 3 furgoni della flotta sono del 2017 o 2018 e quindi fuori dal model year supportato. Il primo passo dovrebbe sempre essere un controllo VIN-by-VIN sul sistema Mobilisights — Optivo lo fa in fase di scoping, prima ancora di proporre l’attivazione, proprio per evitare sorprese.

Errore due: catena di consenso ambigua su leasing tripartito. Quando il leasing operativo passa per una società di noleggio terza (non Stellantis Financial Services), la catena del consenso può richiedere passaggi aggiuntivi: il proprietario formale del veicolo è la società di noleggio, l’utilizzatore sei tu. Va chiarito nel contratto chi ha l’autorità di nominare il fornitore terzo dei dati. Se il contratto è ambiguo, vale la pena fare un’integrazione contrattuale prima di partire — risparmia mesi di limbo. Per i punti contrattuali specifici da verificare su una flotta in leasing, vedi la guida sui 5 punti per il Cloud OEM su flotte in leasing.

Errore tre: confronto sbagliato tra Cloud OEM e aftermarket. Cloud OEM Stellantis dà accesso ai dati che il veicolo produce nativamente — che sono tanti e di alta qualità, ma non includono per esempio il blocco motore remoto o la diagnostica avanzata su CAN bus. Se la tua flotta ha bisogno di queste funzioni specifiche (ad esempio per anti-furto su mezzi di valore o per manutenzione predittiva su veicoli pesanti) Cloud OEM non sostituisce un sistema CAN bus — lo affianca su parte della flotta. Optivo lo gestisce mixing modes nella stessa piattaforma; vedi le tre modalità di tracking per una panoramica completa.

Cosa cambia per chi sceglie Cloud OEM Stellantis

Per il fleet manager italiano nel 2026, attivare Cloud OEM Stellantis via Mobilisights significa concretamente tre cose: azzerare l’hardware da gestire sui veicoli connessi nativamente, velocizzare l’onboarding di nuovi mezzi a una manciata di giorni, e liberarsi dal lock-in del pacchetto telematico imposto dal costruttore.

Il caso più ricorrente, nei nostri clienti, è la flotta da 15-30 furgoni Fiat Professional in leasing operativo. Prima dell’attivazione, l’azienda gestiva tracking GPS minimale dal pacchetto telematico del costruttore (sufficiente per posizione, niente più), spendeva ogni anno per OBD aftermarket installati a sue spese per avere consumi precisi e scoring autista, e si ritrovava con due fonti di dati che non parlavano tra loro. Dopo l’attivazione, una sola dashboard, dati di prima qualità, zero hardware, e il costo annuale per veicolo è ridotto del 20-30% rispetto allo scenario doppio precedente.

Non è sempre la scelta giusta per il 100% della flotta — alcuni veicoli vecchi non sono coperti, alcuni casi d’uso (blocco motore, multi-temperatura cold chain) richiedono comunque CAN bus. Ma per la parte di flotta che è “moderna e connessa”, oggi nel 2026 è la scelta naturale.

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