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Voucher Cloud e Cybersecurity per trasporto e logistica: chi può chiederlo e come non perderlo

2026-11-03 Maurizio Piredda — CFO e Co-founder

Dalle 12 del 10 novembre 2026 le piccole e medie imprese possono chiedere il Voucher Cloud e Cybersecurity del Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT): un contributo a fondo perduto pari al 50% della spesa per servizi cloud e di sicurezza informatica, fino a 20.000 euro. Le domande si presentano fino alle 12 del 20 gennaio 2027 e vengono esaminate in ordine di arrivo, finché ci sono fondi. Fra le misure nazionali per il software di flotta aperte oggi, è l’unica che copre l’abbonamento: l’iperammortamento e la Nuova Sabatini agevolano solo il software che va a cespite.

Qui trovi cosa vale per chi fa trasporto e logistica: chi può chiederlo, quali spese di una flotta rientrano e quali no, come va scritto il contratto, come si presenta la domanda, quando arrivano davvero i soldi e gli errori che fanno perdere il contributo. Abbiamo letto i testi il 3 novembre 2026: il decreto ministeriale del 18 luglio 2025, i decreti direttoriali del 21 novembre 2025, del 29 luglio e del 4 agosto 2026 e le FAQ del Ministero.

In breve

  • Possono chiederlo le PMI di qualunque forma giuridica e i lavoratori autonomi. Restano fuori solo i settori esclusi dal regolamento europeo de minimis, come la produzione agricola primaria e la pesca: autotrasporto, magazzinaggio e distribuzione con mezzi propri ci sono.
  • Il contributo è il 50% della spesa ammissibile, con una spesa minima di 4.000 euro e un contributo massimo di 20.000 euro, che si raggiunge con 40.000 euro di spesa.
  • Si compra solo da fornitori autorizzati, iscritti nell’elenco del Ministero, e solo in cinque categorie: (A) sicurezza hardware, (B) sicurezza software, (C) cloud infrastrutturale, (D) software in cloud, cioè SaaS, ed (E) servizi di configurazione e supporto.
  • Servono una connessione fissa da almeno 30 Mbps, la polizza contro le calamità naturali e un plafond de minimis ancora disponibile.
  • Il contributo arriva come rimborso, dopo la spesa. Un contratto o una conferma d’ordine firmati prima dell’invio della domanda lo fanno perdere.

Chi può chiederlo: anche le imprese di trasporto

Il decreto del 4 agosto 2026 apre la misura a «tutte le PMI, indipendentemente dalla forma giuridica e organizzativa». Non c’è un elenco di codici ATECO. Le sole esclusioni sono quelle del regolamento europeo sugli aiuti de minimis (2023/2831): la produzione agricola primaria, la pesca, alcuni casi di trasformazione di quei prodotti e gli aiuti legati all’esportazione. Il trasporto non è fra queste. Possono chiederlo un’impresa di autotrasporto in conto terzi (ATECO 49.41), una di magazzinaggio (52) e un distributore che consegna con mezzi propri, in conto proprio, come qualunque altra PMI. Il tetto ridotto di 100.000 euro che il regolamento precedente prevedeva per l’autotrasporto in conto terzi non c’è più dal 2024.

I requisiti che decidono sono altri, e conviene controllarli prima di chiedere un’offerta.

RequisitoCosa vuol dire in pratica
Essere una PMIMeno di 250 addetti e fatturato fino a 50 milioni, oppure totale di bilancio fino a 43 milioni, contando le imprese collegate. Una società di un gruppo grande resta fuori
De minimis disponibileIl voucher è un aiuto de minimis: sommato agli altri aiuti dello stesso tipo non può superare 300.000 euro in tre anni, calcolati sull’«impresa unica», cioè sommando gli aiuti delle società collegate. Il Ministero lo verifica nel Registro nazionale degli aiuti prima della concessione
Connessione da 30 MbpsUn contratto di connettività con almeno 30 Mbps in download alla data della domanda. Le connessioni su rete mobile e le SIM dati non valgono; fibra, VDSL, FWA (la connessione radio fissa, con antenna sull’edificio) e satellite sì
Polizza catastrofaleLa polizza obbligatoria contro i danni da calamità naturali prevista dalla legge di bilancio 2024
Impresa attiva e in regolaIscritta nel registro delle imprese e attiva, non in liquidazione né in procedure concorsuali. All’erogazione si controllano DURC e debiti con la riscossione

Dei 150 milioni della misura, circa 71 sono riservati ai piani realizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Conta l’unità locale dove il piano produce i suoi effetti, non la sede legale. I piani nelle altre regioni attingono ai circa 79 milioni restanti, dai quali si tolgono anche i costi di gestione della misura.

Cosa copre per un’azienda di trasporto

Le categorie sono chiuse, gli esempi al loro interno no: secondo le FAQ del Ministero i servizi elencati nel decreto sono «un elenco esemplificativo e non esaustivo». Ogni voce rientra solo se il fornitore è iscritto nell’elenco con la tipologia corrispondente. Per una flotta le voci tipiche si leggono così.

SpesaCategoriaRientra?
Software in cloud per pianificare i giri, gestire la flotta o i trasportiD, software in cloud (SaaS)Può rientrare: gli esempi del decreto non lo nominano, quindi conta la tipologia con cui il fornitore è iscritto
Gestionale, ERP o CRM in cloudDSì, in SaaS; installato sui server dell’azienda no
Firewall, antivirus, monitoraggio della rete, backup, VPNA, B, CSì
Configurazione, avviamento e supportoESì, fino al 30% del piano e solo se collegati alle altre voci
Dispositivi GPS di bordo, tablet per gli autisti, serverNessunaNo: l’hardware generico è escluso e nessuna categoria descrive i dispositivi di bordo
Formazione del personaleNessunaNo: rientrano solo le piattaforme per erogarla, non i corsi
Rinnovo di un abbonamento in corso, utenze in piùNessunaNo

Il piano deve portare soluzioni nuove o più avanzate di quelle in uso. Il decreto esclude i prodotti con «prestazioni analoghe» a quelli che l’impresa ha già, e gli aggiornamenti di versione che non portano un miglioramento sostanziale, «ad esempio attraverso l’introduzione di nuove funzioni di automazione o di intelligenza artificiale». Chi pianifica i giri su un foglio Excel e passa a un software di pianificazione ha il caso più semplice da dimostrare. Chi sostituisce un software dello stesso tipo deve spiegare, nella domanda e nell’offerta, che cosa migliora.

Abbonamento o acquisto: come va scritto il contratto

Il decreto ammette due modalità, e anche una combinazione delle due:

  • abbonamento di almeno 24 mesi, con canoni periodici: sono ammissibili i canoni dei primi 24 mesi, quelli successivi no;
  • acquisto diretto: pagamento anche in acconti, purché dopo l’invio della domanda, con spesa e pagamenti chiusi entro 12 mesi dalla concessione. Secondo le FAQ, anche un software in cloud con un contratto di 36 mesi può seguire questa strada, se lo si paga tutto entro quei 12 mesi.

La modalità indicata nella domanda non si può più cambiare. Le formule a consumo, con un prezzo legato all’uso effettivo o a un credito prepagato, non sono ammesse: serve un canone fisso. Se l’abbonamento si interrompe prima dei 24 mesi, per recesso o per cambio di fornitore, l’impresa perde il contributo che restava da incassare.

Come si presenta la domanda

  1. Per cominciare servono SPID, CIE o CNS, una PEC attiva e la firma digitale. Conviene controllare subito la visura de minimis del Registro nazionale degli aiuti, il contratto di connettività e la polizza catastrofale.
  2. Il fornitore autorizzato prepara l’offerta: voci di costo, codici identificativi delle tipologie presi dall’elenco e una descrizione dello stato di partenza dell’impresa, con il miglioramento che il piano porta.
  3. Dal 20 ottobre si compila la domanda sulla piattaforma del Ministero, anche tramite un delegato: dati dell’impresa, unità locale, dichiarazioni e offerta allegata. Il modulo in PDF si firma digitalmente e si carica, e la piattaforma rilascia un codice di predisposizione. A questo punto la domanda è compilata, non ancora presentata.
  4. Dalle 12 del 10 novembre si inserisce il codice e si invia. La piattaforma rilascia l’attestazione e il CUP, da riportare su ogni fattura.
  5. Il Ministero, con Invitalia, esamina le domande in ordine di arrivo e risponde entro 60 giorni dalla presentazione. Se la domanda è in regola e ci sono fondi, registra l’aiuto nel Registro nazionale degli aiuti e concede il contributo.
  6. In abbonamento, il contratto si può firmare dopo l’invio della domanda e va firmato entro 30 giorni dalla comunicazione della concessione. Firmarlo prima della concessione è un rischio: se la domanda non viene accolta o resta senza fondi, il contratto resta tutto a carico dell’impresa. Il contratto firmato va comunicato sulla piattaforma entro 60 giorni dalla concessione, pena la decadenza.
  7. Il contributo si chiede in una o due quote, non prima di tre mesi dalla concessione: la prima dopo aver speso almeno metà del piano, il saldo entro 30 giorni dalla conclusione del piano. Servono fatture con CUP e codice identificativo, pagamenti tracciati e, per l’abbonamento, il contratto firmato.

Quanto vale davvero: soldi e tempi

Spesa ammissibileContributo
4.000 €2.000 €
10.000 €5.000 €
40.000 €20.000 €
60.000 €20.000 €

Alcune offerte commerciali presentano il voucher come uno sconto in fattura. Il decreto lo descrive come un rimborso, pagato sul conto corrente dell’impresa dopo la spesa. Con un abbonamento di 24 mesi a canoni mensili, l’impresa paga dal primo mese. La prima quota si può chiedere quando ha speso metà del piano, quindi intorno al dodicesimo mese, e il saldo dopo il ventiquattresimo; ogni richiesta passa da controlli che durano fino a 60 giorni. Nel piano di cassa, quindi, il voucher entra come due incassi, il primo intorno al quattordicesimo mese e il secondo intorno al ventisettesimo.

Gli errori che fanno perdere il contributo

  • Firmare troppo presto. Per il Ministero il progetto è già avviato se l’impresa ha firmato un contratto, emesso una conferma d’ordine, ricevuto una fattura o pagato un acconto, e allora la spesa non è ammissibile. Si firma dopo l’invio della domanda, e meglio ancora dopo la concessione.
  • Comprare da un fornitore che non è nell’elenco, o indicare un codice che non corrisponde alla tipologia: quella spesa non viene ammessa.
  • Scegliere un listino a consumo, o rinnovare un servizio che si ha già.
  • Contare su un de minimis già consumato da altri contributi, o considerarsi PMI senza contare le società collegate.
  • Usare una connessione mobile per il requisito dei 30 Mbps, o non avere la polizza catastrofale.
  • Dimenticare la comunicazione dell’abbonamento entro 60 giorni dalla concessione.
  • Aspettare. Lo sportello chiude quando finiscono i fondi, anche prima del 20 gennaio.

Il voucher e le altre agevolazioni sul software

Quale misura si può usare dipende da come si compra il software.

Forma di acquistoVoucher CloudIperammortamentoNuova Sabatini
Abbonamento in cloudPossibile, con domanda dal 10 novembre 2026 al 20 gennaio 2027NoDi norma no
Licenza installata e iscritta fra le immobilizzazioniNo: fuori dalla sicurezza informatica, il software rientra solo in SaaSPossibile, se interconnessaPossibile
Dispositivi di bordo acquistatiNoDa valutare con la periziaPossibile, come bene strumentale nuovo

Le condizioni dell’iperammortamento e della Sabatini sul software sono nella mappa delle agevolazioni per la digitalizzazione della flotta. Per il 2027 il disegno di legge di bilancio, nel testo inviato al Parlamento, propone un credito d’imposta fino al 30% sui canoni dei software in cloud compresi in un elenco che nomina anche i software per la logistica. Lo stanziamento è di 30 milioni l’anno per tutta Italia. Finché la legge non è approvata resta una proposta, e le regole operative arriveranno con un decreto attuativo.

Il voucher del Ministero va tenuto distinto dai voucher per la digitalizzazione delle Camere di commercio, che escono con bandi territoriali e regole proprie.

Prima di scegliere il software

In abbonamento il voucher copre al massimo i primi 24 mesi di canoni. Il software si sceglie su quello che cambia nei giri: chilometri, mezzi in turno, ore spese a pianificare. Il test «Il tuo giro è ottimizzabile?», in otto domande, ti dice se nei tuoi giri c’è margine, anche quando non c’è.

Come ti seguiamo

Se stai valutando Optivo e vuoi usare il voucher, ti seguiamo noi in tutto il percorso: guardiamo con te requisiti, stato di partenza e forma del contratto, ti aiutiamo con l’offerta e la domanda e ti accompagniamo nell’attivazione e nella rendicontazione. Il voucher può riguardare solo la parte software in cloud: i dispositivi di bordo restano fuori in ogni caso. L’esito lo decide l’istruttoria del Ministero, e una regola vale sempre: nessuna firma prima dell’invio della domanda. Se vuoi partire, scrivici prima di firmare qualsiasi ordine.

Domande frequenti

Un’impresa di autotrasporto può chiedere il Voucher Cloud e Cybersecurity?

Sì. Il decreto apre la misura a tutte le PMI, di qualunque forma giuridica, e il regolamento de minimis non esclude il trasporto. Conto terzi e conto proprio possono chiederlo allo stesso modo. Contano la dimensione da PMI, il de minimis disponibile, la connessione da 30 Mbps e la polizza catastrofale.

Il software per pianificare i giri o gestire la flotta rientra nel voucher?

Può rientrare come software in cloud (SaaS), se il fornitore è iscritto nell’elenco del Ministero con quella tipologia. I dispositivi di bordo restano fuori.

Quando si presenta la domanda del Voucher Cloud e Cybersecurity?

Si compila dal 20 ottobre 2026 e si invia dalle 12 del 10 novembre 2026 alle 12 del 20 gennaio 2027, sulla piattaforma del Ministero. La compilazione rilascia un codice di predisposizione, e la domanda risulta presentata solo dopo l’invio con quel codice.

Ho già firmato il contratto: posso ancora chiedere il voucher?

Per quella spesa no: un contratto, una conferma d’ordine, una fattura o un acconto precedenti all’invio della domanda rendono il progetto già avviato. La domanda resta possibile per servizi diversi, non ancora ordinati.

Cosa succede se i fondi finiscono prima del 20 gennaio?

Il Ministero comunica l’esaurimento e chiude lo sportello. Le domande presentate fino alla chiusura e senza copertura restano sospese finché i controlli in corso non liberano risorse; se non succede, decadono.

Un software installato sui server dell’azienda rientra nel voucher?

No, salvo il software di sicurezza informatica. Gestionali, ERP, CRM e software per i giri o la flotta rientrano solo come servizi in cloud (SaaS).

Posso usare il voucher per rinnovare un software che ho già?

No. Sono esclusi i rinnovi, l’estensione di una licenza già in possesso e l’aumento delle utenze. Un aggiornamento di versione rientra solo se porta un miglioramento sostanziale, per esempio nuove funzioni di automazione o di intelligenza artificiale.

Una SIM dati o una connessione mobile vale per i 30 Mbps?

No. Le FAQ del Ministero escludono la connettività su rete mobile. Valgono fibra, VDSL, FWA e satellite, con un contratto che garantisca almeno 30 Mbps in download.

Serve la qualifica QC1 per chiedere il voucher?

No. La qualifica QC1 dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, o in alternativa alcune certificazioni ISO, la devono avere i fornitori per entrare nell’elenco del Ministero. L’impresa che chiede il voucher deve comprare da un fornitore iscritto.


Fonti ufficiali. DM 18 luglio 2025 · decreto direttoriale 21 novembre 2025, elenco dei fornitori · decreto direttoriale 29 luglio 2026, definizione dell’elenco · decreto direttoriale 4 agosto 2026, termini e modalità delle domande · MIMIT, pagina della misura · MIMIT, domande frequenti · Invitalia, scheda della misura · Regolamento (UE) 2023/2831 sugli aiuti de minimis. Date, importi e disponibilità dei fondi possono cambiare: controlla la pagina del Ministero prima di firmare.

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