Il cabotaggio è il trasporto di merci all’interno di uno Stato membro UE effettuato da un vettore non stabilito in quel Paese, dopo una consegna internazionale in entrata. In pratica: un trasportatore estero che, scaricata la merce internazionale, esegue trasporti nazionali nel Paese di arrivo prima di rientrare.
I limiti
Il regolamento (CE) n. 1072/2009, modificato dal Pacchetto Mobilità UE, impedisce l’uso sistematico del cabotaggio con tre regole:
- dopo una consegna internazionale in entrata si possono fare fino a tre trasporti di cabotaggio con lo stesso veicolo, e l’ultimo scarico deve avvenire entro sette giorni dall’ultimo scarico del trasporto internazionale;
- finito il cabotaggio, lo stesso veicolo non può farne altro nello stesso Paese per quattro giorni, il cosiddetto cooling-off, in vigore dal 21 febbraio 2022;
- il vettore deve poter documentare il trasporto internazionale e ogni operazione di cabotaggio successiva.
Il cabotaggio è riservato ai vettori per conto terzi titolari di licenza comunitaria e resta sempre soggetto alle regole sul distacco dei conducenti.
Il cabotaggio in Italia, in numeri
Nel 2024 il cabotaggio in Italia ha mosso 2,9 miliardi di tonnellate-chilometro, il terzo volume dell’UE dopo Germania e Francia. Per definizione lo fanno vettori non residenti, e quasi la metà del volume fa capo a vettori di due Paesi: la Lituania con il 25,6% e la Polonia con il 20,0%. Nello stesso anno il cabotaggio svolto all’estero dai vettori italiani è sceso del 27,8% rispetto al 2023 (Eurostat).
È lo stesso andamento del trasporto internazionale. Secondo l’indagine della Banca d’Italia pubblicata a giugno 2026, i vettori italiani trasportano il 19,0% dei volumi di merce che l’Italia importa ed esporta su strada. Nel 2004 erano al 36,1%.
Perché conta per la flotta
Il cabotaggio è uno degli ambiti che fanno scattare obblighi più stringenti, incluso l’uso del cronotachigrafo intelligente G2V2 sui veicoli leggeri dal 2026. Per i casi pratici su furgoni e conto proprio, vedi la guida cabotaggio, conto proprio e tratte occasionali.
FAQ
Qual è la differenza tra cabotaggio e trasporto internazionale?
Il trasporto internazionale collega due Paesi diversi; il cabotaggio è un trasporto interno a un Paese eseguito da un vettore di un altro Paese, a valle di una consegna internazionale.
Il cabotaggio fa scattare l’obbligo di cronotachigrafo sui furgoni?
Sì: le operazioni di cabotaggio per conto terzi rientrano tra i casi che, dal 1° luglio 2026, richiedono il G2V2 sui veicoli oltre 2,5 t fino a 3,5 t.
Chi può fare cabotaggio?
Solo un vettore per conto terzi titolare di licenza comunitaria. Se il conducente è cittadino di un Paese extra UE, deve avere anche l’attestato di conducente. Dal 21 maggio 2022 la licenza serve anche con i furgoni oltre 2,5 t.
Quanto cabotaggio si fa in Italia?
Secondo Eurostat, nel 2024 il cabotaggio in Italia ha mosso 2,9 miliardi di tonnellate-chilometro, quasi la metà con vettori lituani e polacchi. È il terzo mercato del cabotaggio nell’UE, dopo Germania e Francia.