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Blog Logistica

Logistica farmaceutica: ottimizzare giri fissi mensili senza perdere ottimalità

2026-03-18 Optivo

Nella distribuzione intermedia del farmaco — il livello tra il produttore e la farmacia o l’ospedale — la pianificazione dei giri di consegna ha una struttura ricorrente: giri fissi, ripetuti con frequenza giornaliera, settimanale o mensile, con sequenza degli stop progettata mesi (o anni) fa e mantenuta stabile per ragioni operative. Cliente, autista, depot e farmacie costruiscono routine che riducono gli errori e aumentano l’affidabilità del servizio.

Il problema strutturale è che il mercato sotto i giri fissi non è mai fermo. Ogni mese aprono nuove farmacie, ne chiudono altre, alcune ospedali revisionano gli orari di accettazione, la maggior parte rinegozia volumi e finestre di consegna, l’azienda firma nuovi contratti di distribuzione esclusiva su segmenti specifici. Ognuno di questi micro-cambiamenti erode l’ottimalità del giro originale; l’effetto cumulativo, dopo 8-12 mesi, è una pianificazione che funziona “per inerzia” ma è significativamente sub-ottimale rispetto a quella che si farebbe da zero oggi.

Questo articolo affronta la sfida specifica della logistica farmaceutica intermedia: come mantenere ottimali nel tempo i giri fissi, con il giusto bilanciamento tra stabilità operativa (preferita dagli autisti e dalle farmacie) e adattamento al cambiamento (necessario per la marginalità). Vediamo le quattro cause di erosione, l’approccio basato sulla simulazione di scenari che oggi rappresenta lo stato dell’arte, e come due tipologie di operatori italiani — distributori intermedi e grossisti regionali — applicano questo modello.

Le quattro cause di erosione dell’ottimalità

Un giro fisso ottimizzato al momento del progetto inizia a perdere efficienza dal primo giorno. I quattro fattori che la erodono in modo sistematico sono questi.

Apertura/chiusura di farmacie e cambi di proprietà. Il mercato delle farmacie italiane ha un turnover annuo di circa il 4-6%: nuove aperture, chiusure, cambi di gestione che modificano le esigenze (orari, frequenza, modalità di pagamento). Una farmacia chiusa lascia un buco nel giro che il dispatcher tipicamente “ignora” — il veicolo passa comunque dalla zona ma con tempo morto in più. Una nuova apertura viene inserita “a forza” nel giro più vicino senza ricalcolo.

Variazioni di volume per cliente. La farmacia che dieci mesi fa ordinava 15 colli/settimana oggi ne ordina 25, perché ha cambiato gestione e ha aumentato l’assortimento; quella che ne ordinava 30 ora ne ordina 18 perché ha perso un’ASL come cliente. I camion sono dimensionati sul volume originale e quindi diventano sotto-utilizzati o sovraccarichi senza che il sistema lo segnali.

Modifiche normative e contrattuali. Cambi degli orari di accettazione ospedaliera (sempre più frequenti per ragioni di sicurezza e tracciabilità), nuove finestre richieste dalla GDO sanitaria, vincoli di temperatura più stringenti per nuove categorie di farmaci (terapie cellulari, biologici a -20°C oltre i tradizionali 2-8°C). Ogni modifica vincola la pianificazione esistente in un punto specifico.

Inserimento di nuovi contratti di distribuzione. Per i distributori intermedi che lavorano con più produttori, l’acquisizione di un nuovo mandato — anche solo una linea di prodotto — può richiedere passaggi aggiuntivi (carico in produttore aggiuntivo, deposito intermedio dedicato per ATP, finestre di ritiro specifiche) che non esistevano nella pianificazione originale.

Il problema operativo non è “una farmacia in più o in meno” — è che dopo 8-12 mesi questi micro-cambiamenti si sono accumulati a decine e nessuno ha più la visibilità d’insieme di quanto la pianificazione attuale sia distante dall’ottimo. La marginalità si erode senza shock visibili: un punto percentuale alla volta.

Il modello giusto: ottimizzazione + simulazione di scenari

La risposta non è “rifare i giri da zero ogni mese” — sarebbe disruption operativa eccessiva, gli autisti perderebbero le routine, le farmacie protesterebbero per i cambi di orario. La risposta è strutturalmente diversa: mantenere stabili i giri di base, ma usare un sistema di ottimizzazione e simulazione di scenari per valutare in continuo gli scenari alternativi e applicare il cambiamento solo quando il vantaggio è significativo.

Il pattern operativo che funziona sui clienti farmaceutici di Optivo si articola in quattro componenti.

1. Una pianificazione “as-is” digitale e analizzabile

Il primo passo — sembra banale ma quasi nessuno lo fa — è avere la pianificazione attuale dei giri fissi caricata in un sistema digitale, non solo nel foglio Excel del dispatcher o nella memoria dell’autista. Senza questa baseline non si possono confrontare scenari alternativi né misurare il drift accumulato negli ultimi mesi.

2. Aggiornamento continuo dei dati farmacie/ospedali

Volumi reali per cliente (ricavati dai POD storici), finestre orarie aggiornate, vincoli di temperatura per linea di prodotto, eventuali requisiti speciali (carico al piano, accesso ZTL). Il sistema deve avere questi dati come “primary source” e non come schede stampate.

3. Simulazione “what-if” su base mensile

Una volta al mese, il responsabile pianificazione lancia una simulazione che ricalcola i giri ottimali con i dati aggiornati e li confronta con la pianificazione attuale. Output: quante farmacie sono fuori posizione ottimale, quanti km in più si stanno facendo rispetto allo scenario ricalcolato, quale ricomposizione produrrebbe il guadagno maggiore con il minor disruption operativo.

4. Applicazione selettiva delle modifiche

Non tutto si applica subito. Le modifiche strutturali (apertura nuovo cliente importante, perdita di un volume rilevante, cambio di depot) si applicano in tempi rapidi; le micro-ottimizzazioni si accumulano e si applicano in finestre di “cambio piano” — tipicamente trimestrali — comunicate per tempo agli autisti e ai clienti.

Il salto rispetto al modello tradizionale di pianificazione “una volta e basta” è qualitativo: la pianificazione diventa un processo continuo invece che un evento episodico, e l’azienda recupera il drift di ottimalità accumulato in poche settimane invece che in anni.

Logital: la simulazione come strumento decisionale

Tra i nostri clienti nella distribuzione intermedia del farmaco, Logital usa Optivo in modo paradigmatico per questo modello. La sfida specifica è quella tipica di un distributore intermedio in fase di crescita: il portafoglio farmacie servite cambia continuamente — nuove acquisizioni di mandati, espansione su nuove zone, integrazione di farmacie singole nei giri esistenti — e ogni cambiamento richiede di valutare l’impatto sulla pianificazione complessiva senza buttare via l’esistente.

L’uso operativo della piattaforma è duplice. Da un lato, l’ottimizzazione standard dei giri attuali, che produce la pianificazione di riferimento aggiornata. Dall’altro — e qui è il differenziatore — la simulazione di scenari: prima di accettare un nuovo gruppo di farmacie da servire, il responsabile pianificazione simula come si inserirebbero nei giri esistenti, quanti km aggiuntivi richiederebbero, se richiederebbero un veicolo in più, dove stanno i punti critici di tempo. La decisione commerciale (accettare il mandato, negoziare condizioni specifiche, dimensionare un nuovo turno) si basa su questa proiezione, non su una stima a sentimento.

Il valore della simulazione è particolarmente alto nella crescita: senza uno strumento che traduce il “questa nuova farmacia richiede 8 km in più ma fa risparmiare 2 km su un altro giro perché completa un cluster geografico” in numeri verificabili, le decisioni di sviluppo sono fatte alla cieca o “su gut feeling” del responsabile commerciale. Un sistema di simulazione restituisce all’azienda il controllo sui margini di servizio prima che diventino un problema.

La distribuzione capillare nazionale: il pattern Univex

Un secondo pattern, parallelo a quello di Logital, è quello della distribuzione capillare nazionale. Realtà come Univex — distributore farmaceutico nazionale tra i nostri clienti — gestiscono volumi più grandi su un’area geografica più ampia, con giri pianificati che combinano frequenza alta nelle zone metropolitane (consegne quotidiane o bi-quotidiane alle farmacie urbane) e frequenza più bassa nelle zone rurali (giri settimanali o quindicinali, spesso multi-tappa con cluster di farmacie vicine).

Per realtà di queste dimensioni, l’ottimizzazione dei giri fissi è un esercizio “da palestra”: il vantaggio teorico di una pianificazione perfetta è significativo (sui benchmark di settore, 8-15% di km risparmiati su giri fissi non riottimizzati da 12+ mesi), ma il costo di disruption operativa dell’applicazione completa è alto. Il pattern che funziona è quello a “ricomposizione progressiva”: ogni trimestre, il sistema identifica i 2-3 cluster geografici dove il drift accumulato è maggiore e applica la ricomposizione lì, lasciando stabili i giri ben funzionanti.

Sui benchmark di settore — applicabili anche al farmaceutico — un programma strutturato di riottimizzazione progressiva produce tipicamente 5-10% di km annui in meno a parità di servizio, con un vantaggio aggiuntivo sulla bilanciamento del carico di lavoro tra autisti (riducendo le code di lavoro accumulate per gli autisti dei giri “saturi”). A consumi medi di 25-30 L/100 km per furgoni e veicoli leggeri usati nella distribuzione capillare, e con gasolio sopra i 2 €/L (vedi la nostra analisi sulle leve per ridurre i consumi sotto la pressione del gasolio caro), il risparmio carburante annuo di una flotta da 20 mezzi è facilmente 60-90 mila €.

Compliance e tracciabilità: il valore aggiunto del dato strutturato

Nella logistica farmaceutica l’ottimizzazione delle rotte non è disgiungibile da due requisiti normativi specifici: le Good Distribution Practices (GDP) UE che impongono tracciabilità di temperatura e tempi di consegna, e l’accesso ai dati di trasporto richiesto dall’AIFA in caso di richiamo prodotto.

Un sistema di pianificazione che integra ottimizzazione, telematica e POD digitale produce automaticamente il dato che serve per la compliance: per ogni consegna sono disponibili la rotta effettivamente percorsa, la temperatura nella cella refrigerata (per i prodotti cold chain), l’orario di consegna firmato dalla farmacia. Sull’integrazione tra monitoraggio della temperatura e ottimizzazione dei percorsi — pattern condiviso tra farmaceutico e food & beverage — abbiamo un approfondimento dedicato. Questo dato è anche la materia prima per la rendicontazione EU Data Act — l’azienda farmaceutica committente sempre più frequentemente richiede l’accesso a questi dati per la propria reportistica interna.

Il POD digitale per le farmacie sostituisce la firma cartacea con una firma digitale validata + foto del bancone di accettazione + timestamp. Per la farmacia è più rapido (5-10 secondi invece dei 30-40 della carta); per il distributore è la prova legale che la consegna è avvenuta nei tempi e nei modi pattuiti, utile in caso di contestazione e fondamentale in caso di richiamo prodotto.

I KPI da monitorare

Per una flotta farmaceutica con giri fissi, sei KPI da monitorare con frequenza minimo mensile (alcuni settimanale).

KPIFrequenzaTarget tipico
Km/consegna su giri fissiMensileStabile o decrescente; salita >5%/anno = drift ottimalità
Tempo medio per stopSettimanaleStabile; salita = inefficienza nuova (da indagare)
Tasso consegne in finestra orariaSettimanale>95% per farmacie, >98% per ospedali
Tempo di ricomposizione carico veicoloSettimanaleStabile; salita = problemi a depot
% POD chiusi in real-timeGiornaliero>95% (sotto = problema app o procedura)
Cluster geografici con drift > 10%MensileTrigger per ricomposizione mirata

Sui 7 KPI fondamentali per ogni fleet manager abbiamo già dedicato un articolo specifico; per il farmaceutico si aggiungono i KPI di compliance (rispetto delle GDP, completezza della tracciabilità di temperatura, tempo medio di restituzione del POD).

Quando rifare i giri da zero

Anche con un buon sistema di simulazione e ricomposizione progressiva, ogni 24-36 mesi è opportuno rifare la pianificazione completamente da zero. Non perché la ricomposizione progressiva non funzioni — funziona — ma perché le ipotesi di partenza (zone di servizio, depot, dimensionamento flotta) possono essere cambiate al punto che l’ottimo locale di oggi non è più il vero ottimo.

I trigger naturali per un re-design completo: apertura di un nuovo depot, cambio significativo di portafoglio clienti (acquisizione/perdita di un mandato importante), cambio di mezzo principale (passaggio a flotta elettrica per i centri urbani), modifica regolatoria strutturale (nuove finestre orarie ospedaliere, ZTL ampliate). In assenza di trigger specifici, ogni 30 mesi è una cadenza ragionevole.

Il punto chiave

Il giro fisso “perfetto” non esiste come oggetto stabile nel tempo: esiste come pratica continua di ottimizzazione e simulazione. La differenza tra un distributore farmaceutico che lavora con marginalità positiva e uno che eroda lentamente i suoi margini è la disciplina con cui aggiorna i propri giri al mercato che cambia, senza disruption operativa eccessiva.

L’investimento tecnologico richiesto è gestibile per le PMI farmaceutiche: una piattaforma di pianificazione moderna integra ottimizzazione, simulazione, telematica e POD in un’unica esperienza; il payback su una flotta da 15-25 mezzi si misura in 4-8 mesi sui soli risparmi carburante e produttività dispatcher.

Se vuoi capire come la tua pianificazione attuale si confronterebbe con un ricalcolo ottimizzato — e quali zone della tua rete farmacie hanno il drift maggiore — parla con il nostro team: un’analisi su tre mesi di dati operativi è sufficiente per indicare le priorità di intervento.

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